19 giugno 2007

PROVA FINALE

Questo è il link della prova finale di Danuta
http://docs.google.com/Doc?id=ds6crtb_7f346wd

18 giugno 2007

relazione finale

e' questa la mia relazione finale
esame finale
ed è raggiungibile al seguente indirizzo: http://docs.google.com/Doc?id=dds6jp4j_20tc47hk&invite=cgh96km

prova finale amdel

e' questa la mia relazione finale...
prova finale

La Prova di Sandra

La mia prova di esame si può trovare a http://docs.google.com/Doc?id=dgbxh6x3_17g8jv3r

Esame finale Laura

La mia prova d'esame è stata pubblicata al seguente indirizzo:

http://docs.google.com/Doc?id=dc99q8nv_13cxzs9b&invite=df6zsjs

la presentazione è invece raggiungibile da questo link:

http://show.zoho.com/Home.do

Esame

Per la mia prova finale, ho scelto di creare delle slide rigorosamente on-line, in quanto un tutor on-line deve, secondo me, saper ben utilizzare gli strumenti offerti dalla rete.
Ho inoltre aggiunto un documento di testo, creato con un google doc, per esplicitare meglio qualche passaggio del project work, che nelle slide risultava di difficile comprensione.
Il tutto è "postato" sul mio blog di stage , al post Esame.
Buona lettura!!!!!!

Prova tecnico operativa

Questo è il link per raggiungere e visualizzare la mia Prova Tecnico-operativa
http://docs.google.com/Doc?id=dgwpc2xf_33crnjc4
Ilenia Frascione

A.M.D.E.L. weblog: Esame finale

A.M.D.E.L. weblog: Esame finale:

-Alessndro Guida.
L'indirizzo per visualizzare la mia relazione di stage: http://docs.google.com/Edit?tab=edit&docid=dd28zrr8_20nv4g9h&cancelRevision=dd28zrr8_20nv4g9h:0

Esame finale


Il corso giunge al termine.
Indichiamo come risposta a questo post il link per raggiungere la nostra relazione finale.

18 maggio 2007

AM e DEL

Per questa parte finale dello stage ci avvarremo dell'aiuto di due validi collaboratori AM che curerà le informazioni di stage e DEL che curerà le informazioni sul finale del corso.




Get a Voki now!






Get a Voki now!

19 aprile 2007

Lo stage è iniziato

Martedì 17 aprile 2007 abbiamo iniziato gli stage.

Una opportunità per agire le competenze e le conoscenze acquisite durante il percorso.

Un in bocca al lupo a tutti i partecipanti AMDEL con la speranza che l'esperienza di tirocinio possa essere un momento importante di crescita professionale.

I diari di stage pubblicati sui blog personali sono visibili solo ai partecipanti al corso ed ai tutor di stage.

Qui di seguito i link ai blog di stage di ogni partecipante:

SANDRA ORTEGA NAVAS


MAURIZIO NADA

ILENIA FRASCIONE

DANUTA DZRWAYED

ANDREA D'ANDOLFO

ALESSANDRO GUIDA

CRISTINA TOSCANO

ELISABETTA LOTITO

LAURA COZZA

ANDREA ROCCHI

ILENIA BONOMO

EMANUELA DI FAZIO

02 aprile 2007

lezione del 26 marzo le interazioni digitali

Lunedì 26 marzo
docente: Italo Losero
Interazioni digitali e creazione di un OAA.
La lezione odierna è divisa in due sezioni: la prima teorica, sulle interazioni digitali e la seconda pratica, sulla creazione di un oggetto autonomo di apprendimento.
Parte prima
Quando un gruppo di dieci o più persone si incontrano in rete, ovvero "sulle scene digitali", e usano uno stesso sistema, possiamo parlare di interazioni digitali.
Partendo dalle origini di questi incontri digitali, ne ripercorriamo lo sviluppo, approfondendo molti degli aspetti che riguardano specificatamente la Fad e l'E-learning.
Inizialmente questi fenomeni di comunicazione digitale prendevano vita di notte, in modalità Bearst, ovvero con una connessione non continua basata sull'intervallo tra richiesta (client) e risposta (server); in pratica come accade ancora oggi durante una normale navigazione internet: ogni "click" sui link apre un collegamento, ma durante la lettura non c'è connessione, quest'ultima viene riattivata con il successivo "click". Per quanto riguarda le prime interazioni digitali succedeva che di notte avvenivano i collegamenti con i server e di giorno venivano pubblicati i documenti creati. Questo utilizzo di internet, precedente al web, sviluppa una serie di forum e newsbook che danno vita ad una rete di documenti scritti attiva per lo più di notte. Nel 1988, all'università di Oulu, il finlandese Jarkko Oikarinen crea un sistema applicativo detto IRC (internet relay chat) che permette di condividere messaggi immediatamente, non conta tanto il contesto, quanto la velocità di comunicazione. Partendo dall' IRC si sviluppa una serie di server a livello mondiale, dove tramite schermate con righe di testo composte da mesaggio, nome dell'autore e ore, migliaia di persone iniziano a comunicare tra loro. Questo scambio di informazioni viene gestito dagli stessi amministratori di sistema,che hanno due metodi principali per scacciare chi non comunica correttamente: Ban, chi viene cacciato non può più tornare e Kick, calcio con possibilità di ritorno. Ecco alcune delle caratteristiche del sistema IRC, presenti ancora oggi nei sistemi preferiti dai cosiddetti "veri chattatori": le applicazioni sono di testo e non ci sono pulsanti; l'attivazione è anonima; si effettua lo scambio e subito dopo avviene la disconnessione (non come googleChat o A-Mule dove i provider tengono i dati "in vista" per 48 mesi e dove i contenuti sono pubblici e sotto controllo); ci si può connettere su altre reti (Fidonet, etc.) che rimandano ai link di internet ; le stanze della chat e degli scambi si aprono ad ore e data precise e specifiche, in modalità fortemente sincrona.
Il meccanismo di sincronicità, dove a domanda segue risposta immediata, interessa direttamente la Fad e pemette di comuicare come in una vera e propria aula. Esempio: comunicazione asincrona: aula > vai a pagina... , web > vai al link.... ; comunicazione sincrona: aula e Irc > interazione immediata, domanda e risposta immediata.
Per quanto riguarda l'E-learning valga l'esempio dello stesso Losero che, tra il '95 e il '96 ha messo in uso piattaforme didattiche con chat ad ore prestabilite, dove poter integrare con la Fad le lezioni in presenza. Le piattaforme didattiche devono rispondere a nuove difficoltà comunicative rispetto alla formazione in presenza, il problema principale riguarda l'appiattimento gerarchico della comunicazione (chiunque può prendere la parola e interrompere la comunicazione) esistono comunque applicazioni specifiche per chat didattiche,come Centra, che permettono di ovviare a tali scompensi e restituiscono a tutor e docenti il loro ruolo privilegiato. Un altra risposta a tali difficoltà è fornita da Breeze(macromedia-flash) che riguarda le videoconfernze didattiche, ma è piuttosto costosa: 200.000 euro per le ditte e 40.000 per le scuole.
Tutte queste caratteristiche permettono dunque di mantenere facilmente l'anonimato e la riservatezza dei contenuti, è difficile risalire ai contatti e la polizia postale, che può intervenire solo sul fatto, viene aggirata agevolmente. Peccato che più del 90% di queste interazioni abbiano scopi poco intelligenti e utili, se non addirittura nocivi e illegali; fortunatamente il restante 5%, gestito da capaci e validi volontari che lavorano gratis, è utilissimo.
Con lo sviluppo dell' IRC nascono client che permettono di fare chat più facilmente, si sviluppano elenchi utenti e liste dei messaggi ; dai server IRC si passa a catene di server IRC con chat verticali dove non si sceglie la stanza, ma ci sono stanze singole. Parallelamente allo sviluppo di questi sistemi, raramente utilizzati per la didattica, nascono i giochi di ruolo (''77-''78). In questi giochi la comunicazione è regolamentata in maniera specifica ed è possibile creare un nuovo mondo virtuale all'interno della nostra testa. I giochi di ruolo inizialmente presentavano schermate di solo testo, col tempo si è poi passati alle pagine web, fino ad arrivare, nel 1994, alla nascita del linguaggio VRLM (virtual reality medeling language) che ha permesso la creazione di mondi virtuali tridimensionali. Con il VRML nascono ambienti 3D navigabili, in questi ambienti gli utenti connessi tramite chat, danno vita a personaggi virtuali detti avatar, nome che in Sanscrito significa "aspetto con cui mi vedranno nell'aldilà".Il più famoso di questi mondi è Second Life nato nel 2004 e che oggi conta ben 4 milioni di residenti e 100.000 avatar (completamente customizzabili) sempre connessi.
Questa alchimia (server + regole = mondo virtuale) che assicura coinvolgimento ed attenzione altissimi, non è sola prerogativa dei giochi di ruolo, ma abbraccia molteplici campi tra cui quello didattico e l'utilizzo di questi linguaggi di interazione digitale è quindi uno degli obiettivi primari della Fad e delle nuove tecnologie formative ed informative (notiziari virtuali, assistenza per disabili, etc.).
Ecco alcuni esempi recenti e contemporanei di interazione digitale in campo artistico, fomativo, didattico e ludico:
1997, VRML 2, Torino, volo virtuale all'interno della cupola del guarini.
2004 Collada, Maya e Blender, software per la costruzione di mondi tridimensionali, standard open source per costruie oggetti e mondi tridimensionali, usato sia per i videogiochi (playstation) che per ogni altro utilizzo.
Un-real, software per la costruzione di mondi virtuali per giochi.
Cluny, ricostruzione digitale della cattedrale distrutta.
Assisi, ricostruzione virtuale della basilica, si può entrare all'interno dei quadri attraverso porte spazio-temporali.
Sistemi e strumenti di interazione: occhiali, caschetto, data-gloves(guanti), proiettori retinali(sensori simili a quelli utilizzati per la chirurgia a distanza)
Torino, costruzione di avatar parlanti per sviluppare la fad per i non udenti.
Modelle e modelli virtuali, Verbot (virtual robot parlanti).

Parte seconda
L'ultima ora della lezione è stata dedicata alla creazione di un OAA (oggetto autonomo di apprendimento) su una delle piattaforme da noi utilizate (customizer, maestra, moodle, claroline) e relativo allo sviluppo del corso project work.

30 marzo 2007

Lezione del 30 marzo 48a giornata

Con DENIS LONGHI (Mediateca Facoltà di Lettere, Università di Vercelli), abbiamo affrontato il tema:
CONTENUTI E TRASMISSIONE CONTENUTI MULTIMEDIALI

Come gestire il problema di fruizione dinamica e attiva e creare un rapporto qualità-fruizione soddisfacente.
Obiettivo delle due giornate dedicate a questo argomento è arrivare a offrire un servizio di formazione a distanza comprendendo anche la gestione di formati video e audio.

VIDEO: capire come è inteso nel digitale
Tutti i video sono composti da frames – n. di fotografie racchiuse all’interno di un sec. Nel sistema europeo, i frames sono 25/sec.

FRAMERATE: n. di frames in un determinato intervallo di tempo, solitamente un secondo (FPS). Proporzionale alla risoluzione delle nostre potenzialità percettive.
La risoluzione di tutti i video è normalmente a risoluzione 720x540 (alta definizione).
Con il Codec base di compressione, per dare un rapporto peso/qualità accettabile, si raggiungono pesi già elevati. Dunque bisogna gestire bene i pixel.

FORMATI VIDEO:
I formati video più diffusi di tipo analogico sono i formati PAL e NTSC.
Per garantire la compatibilità si è cercato di stabilire una corrispondenza tra questi due formati e i nuovi formati digitali.
Esistono inoltre i SIF, CIF, QCIF
QCIF, formato molto piccolo e trasferibile all’interno di una rete tra più utenti che ne stanno usufruendo contemporaneamente. Usato soprattutto per la videoconferenza.

Noi dovremmo spesso operare in termini di Compressione, cioè far stare dati digitali audio e video in meno spazio rispetto all’originale. La compressione comporta comunque una perdita qualitativa. Sono formati detti “lossy”, perché perdono risoluzione originale.
Il formato DVAVI é diventato uno standard (stesso formato in acquisizione e riproduzione, si usa lo stesso criterio di codifica e decodifica).
Ora sta prendendo piede il formato HD. Formato 1920x1080 (16:9), per dare pr0fondità al film. Più del doppio della risoluzione standard odierna.
Data rate, già compresso: 320MB/sec.
L’ideale: unico strumento video da utilizzare per fare acquisizione, montaggio e editing.

MPEG:altro tipo di codec

DIVX: non degrada le immagini per togliere peso, cerca tenere immagini significative con la loro risoluzione e cerca di fare interpolazioni con dei punti di riferimento. E’ la trasformazione del sistema vettoriale dentro la grafica. E’ dunque un formato leggere ma con qualità alta (un film può stare in 700Mb). Primi piani sono quasi sempre definiti bene, i piani lunghi sono molto meno definiti (parte potenzialmente statica).

Codifiche CBR e VBR
Con la codifica Constant Bit Rate (CBR) il numero di bit trasmessi per unità di tempo su un canale è costante. Poiché il contenuto di informazione varia da un’immagine all’altra è necessario cambiare continuamente il grado di compressione.
Di conseguenza la qualità della sequenza codificata non rimane costante nel tempo e questo può essere un fattore di disturbo per l’osservatore.
Al contrario, con la codifica Variable Bit Rate (VBR) il numero di bit trasmessi sul canale varia nel tempo in funzione della complessità delle immagini garantendo così che la qualità percepita sia pressoché costante.

Standard MPEG (per la compressione e la rappresentazione del video digitale)
Ne esistono 4 versioni
Nell’ultima versione, MPEG-4, gli obiettivi perseguiti dallo standard sono:
la possibilità di gestire utente e dati a MBR (Multiple Bit Rate)
protezione dei diritti di autore e copie abusive dei contenuti digitali codificate
E’ il tentativo di sviluppare uno standard per la trasmissione interattiva di prodotti multimediali che incorpori audio e video.

Abbiamo poi parlato di come si compone il sistema di acquisizione, codifica, pubblicazione/archivio e distribuzione (sistemi hardware e software) e dunque di flussi audio-video in internet.
L’ultima parte della lezione è stata dedicata ad una introduzione ad un software per il montaggio video che si chiama ADOBE PREMIERE.La dispensa in ppt preparata dal docente è poi un sussidio importante per tutte le indicazioni tecniche e gli approfondimenti necessari.

23 marzo 2007

Lezione del 23 Marzo 45a giornata

Nel corso della lezione di oggi, tenuta dal docente Riccardo Zanini, si è parlato di Mobile Learning.

Abbiamo innanzitutto ricapitolato quanto già visto nelle lezioni precedenti, ovvero quali sono le piattaforme che si utilizzano per il mobile-learning e quali sono i servizi (istant messaging, wap, web, mms, voce, sms) attraverso i quali è possibile erogare i contenuti: questi sono distribuiti attraverso i servizi offerti dagli operatori di telecomunicazioni; a loro volta, i servizi si appoggiano su piattaforme e tecnologie diverse tra loro; in generale, servizi più complessi necessitano di tecnologie più complesse. Si è poi parlato dei DISPOSITIVI (telefoni cellulari, pocket PC, Personal Digital Assistant, Smartphone) che si utilizzano per la fruizione del mobile-learning; sono state esaminate le caratteristiche dell’i-pod ed è stato fatto un confronto tra le varie categorie, soprattutto in termini di peso come indice di portabilità; come per le piattaforme e-learning anche per le piattaforme per il mobile-learning c’è convergenza: quello che si può fare con l’e-L si può fare anche con il M-L; si è parlato delle reti cellulari delle quali ne esistono diverse tipologie a seconda del servizio che si vuole utilizzare: dalla tipologia analogica (con la quale non era possibile trasmettere dati o contenuti multimediali) si è passati alla digitale; questo ha permesso di trasportare oltre alla voce anche dati: da qui i primi SMS; si è poi passati al GSM e da questo al GPRS (grazie al quale è stato possibile inviare i primi mms), l’evoluzione del quale è rappresentata dall’EDGE (con il quale è possibile trasmettere dati ad alta velocità): tutto in funzione di poter trasportare una quantità di dati sempre maggiore e di poter offrire servizi sempre più ricchi; dall’EDGE si è poi passati al W-COMA (UMTS) per usufruire dei servizi di videochiamata ed infine si è passati all’HSDPA con il quale è possibile trasmettere dati ad altissime velocità paragonabile ad un accesso ADSL ma che al momento ha una mobilità limitata. Il WIFI è, invece, una tecnologia complementare all’UMTS, è possibile usufruire degli stessi servizi multimediali ma non è prevista una mobilità completa; è una tecnologia gratuita per la quale non esistono licenze: l’unica cosa da pagare è la connettività fissa; ha una grande penetrazione perché case produttrici di micro processori come Intel, l’hanno già integrata su laptop, palmari e cellulari mobili; le schede wifi sono integrate anche su alcuni cellulari (tipicamente i Nokia più recenti, di alta fascia).

Anche le reti cellulari hanno dei requisiti minimi legati ai requisiti dei servizi stessi e che devono essere supportati dall’opportuna tecnologia: per esempio la videochiamata deve avere dei requisiti minimi che solo la rete può fornire. Occorre dividere i servizi in due grosse categorie:

  • servizi a circuito: sono servizi di video, voce e messaggistica, così chiamati perché se c’è un interlocutore A che deve comunicare con un interlocutore B, l’operatore telefonico connettendo il primo al secondo crea un circuito di comunicazione; questi servizi vengono tariffati a tempo, non hanno limitazioni tecnologiche e le risorse sono dedicate a tutti gli utenti coinvolti.
  • servizi a pacchetto: riguardano invece i servizi wap o web, per i quali non c’è un circuito di comunicazione ma i dati richiesti da un soggetto A vengono inviati dal server B scomposti in pacchetti prima che A li riceva. Per questi servici ci sono vincoli stringenti relativi alla qualità del servizio (QoS) richiesta. La QoS si definisce attraverso tre parametri principali: 1. latenza (riguarda l’attesa dell’utente per fruire del servizio); 2. banda (velocità media percepita dall’utente); 3. stabilità della sessione (probabilità che ci sia interruzione del servizio del trasferimento dati). Per questi servizi la tariffazione è a tempo o a volume.

Per quel che concerne la copertura del servizio, per i GSM/GPRS c’è una copertura nazionale completa da parte dei principali operatori, con possibili limitazioni Indoor; per l’Umts c’è copertura invece per le principali città e vie di comunicazione. Per quel che concerne invece le tariffe, queste sono differenziate per servizi voce (a tempo) e dati (a tempo o a volume); sono, inoltre, possibili le personalizzazioni delle SIM e dei contratti all’interno della rete aziendale. Esistono, infine, da un po’ di tempo tariffe ‘flat’ ed una convergenza fisso-mobile.

Infine si è parlato dei progetti m-learning patrocinati dalla Commissione Europea, come il progetto promosso dalla Ericsson Education Dublin “From e-learning to m-learning” fruibile su PDA, smartphone e cellulari e consultabile al sito:

http://learning.ericsson.net/mlearning2/project_one/index.html

oppure il progetto promosso dal governo britannico (LSDA-Learning and Skills Development Agency) “m-Learning project” dedicato ai giovani compresi tra i 16 e 22 anni disoccupati e analfabeti, consultabile al sito www.m-learning.org

In definitiva, quando si parla di reti cellulari, dispositivi e servizi, si deve tener conto principalmente di queste cinque variabili: portabilità, costo, versatilità, banda e copertura.


20 marzo 2007

Lezione del 20 marzo 44a giornata

Nella lezione di oggi, tenuta dalla docente Roberta Volpato, si è parlato di “Personalizzazione dell’apprendimento”.
Quando si parla di personalizzazione dell’apprendimento si tende a centrare l’attenzione sulle caratteristiche spazio-temporali e di apprendimento del soggetto.
Il processo formativo non deve essere una mera trasmissione di conoscenze ma una costruzione di significati attraverso l’esperienza e nel rispetto degli stili cognitivi individuali, in questa prospettiva ricoprono un ruolo fondamentale le teorie legate alle intelligenze multiple e agli stili di pensiero, che permettono una personalizzazione del processo formativo stesso.
Per realizzare un intervento formativo efficace occorre tener presente e valutare che esiste una molteplicità di stili cognitivi, ossia un insieme di modi per elaborare, gestire e immagazzinare e usare le informazioni nelle diverse fasi del processo formativo.
Negli anni settanta, Howard Gardner, dopo un lungo periodo di ricerche, ha elaborato una teoria basata sulla pluralità delle intelligenze.
L’assunto di base di questa teoria è che: “un’intelligenza è la capacità di individuare e risolvere problemi, o creare prodotti, all’interno di uno o più contesti culturali”.
Egli mette in discussione il concetto di intelligenza, affermando che essa non è solo una capacità linguistica e logico matematica, saper cioè leggere, scrivere e far di conto.
Grazie ai suoi studi, Gardner evidenzia ben 7 tipologie di competenze intellettive, mettendo quindi in risalto alcune tipologie di competenze prima sottovalutate e poco considerate.
Le intelligenze individuate sono: linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporeo cinesteica, interpersonale e personale.
Lo studioso punta molto sulla tecnologia in termini di multimedialità e di personalizzazione del processo formativo. In una sua intervista suggerisce una scuola che, attraverso la tecnologia, sia capace di rivolgersi agli individui considerandone le differenze e cogliendo in ciascuno le abilità più marcate.

L’individuo non è caratterizzato da un solo stile, ma da un profilo di stili o modi di pensare. La propensione nei confronti di uno stile piuttosto che un altro può variare a seconda dei compiti, del contesto e delle esperienze.
La società spesso confonde gli stili (modi di pensare) con le abilità (il modo in cui una persona fa qualcosa) attribuendo agli individui un giudizio sugli stili quando in realtà si tratta delle abilità. Gli insegnanti e i formatori devono riuscire a cogliere questa sottile differenza, così da permettere al soggetto di avere successo sia nel suo percorso formativo sia nel lavoro.
Un altro studioso di questo periodo e di queste tematiche, è Robert Stenberg. Egli pone l’accento sull’insuccesso scolastico, lavorativo e sociale e mette in discussione i parametri di valutazione e di misurazione delle prestazioni dell’individuo in una teoria detta dell’ "Autogoverno mentale".
Stenberg delinea una nuova prospettiva che pone alla base dell’insuccesso una discrepanza, un’incompatibilità tra le modalità di apprendere e le caratteristiche del contesto di apprendimento, tra le modalità di agire e le aspettative del contesto lavorativo.
Secondo lo studioso ciascuno di noi ha differenti modalità intellettive, che si modificano in base alle esperienze e alla maturità dell’individuo, che cambia con l’evolversi dell’individuo stesso.
Stenberg utilizza per primo il concetto di Forme di governo.
Il Governo svolge 3 funzioni: legislativa, esecutiva e giudiziaria.
Secondo Stenberg il governo rispecchia anche ciò che accade nella nostra mente. La sua teoria associa questi tre possibili stili di governo a 3 tipologie di persone: persone legislative, esecutive e giudiziarie. Le prime che amano fare le cose a modo loro ed essere indipendenti, le seconde che rispettano le regole e le terze che tendono a mettere in discussione le regole e il sistema.
La teoria dell’Autogoverno contempla poi 4 forme di stili di pensiero che corrispondono a modi diversi di accostarsi al mondo e alle sue problematiche: stile monarchico, gerarchico, oligarchico e anarchico. Rispetto ai livelli degli stili di pensiero esistono poi persone: global ( che ignorano i dettagli) e analitiche ( che apprezzano i problemi concreti e si soffermano sui dettagli).
Rispetto invece alle sfere degli stili di pensiero esistono persone:
interne: introverse, distaccate dal contesto sociale in cui vivono
esterne: estroverse, espansive e aperte verso la gente
rispetto alle propensioni degli stili di pensiero esistono persone:
radicali: che amano andare al di là delle regole
conservatrici: che tendono a conformarsi alle regole e alle procedure esistenti e non amano i cambiamenti.
Questa panoramiche sulla teoria delle intelligenze multiple, sul concetto di stile di pensiero e di abilità è servita per aprire la strada a molteplici riflessioni.
La ricerca in merito alle intelligenze multiple sottolineano l’importanza dell’interazione tra soggetto e contesto in cui agisce, in questa prospettiva ,grazie alla molteplicità di approcci e di canali comunicativi, le nuove tecnologie e l’e-learning possono rappresentare una frontiera che concretamente apre la strada alla personalizzazione dell’apprendimento.

Nel corso della lezione la docente ci ha fatto vedere su internet alcuni corsi on-line, realizzati per alcune importanti aziende italiane, utilizzati per formare i propri dipendenti.
Abbiamo visto tre esempi di SIMULWARE: un corso on-line sul tema della Privacy e la Tutela dei dati (della durata di 2 ore), un corso sul tema dell’Apprendistato (che simulava in ambiente protetto e con l’aiuto di un tutor, quello che un dipendente si sarebbe trovato a fare realmente nel suo ambiente di lavoro) e un corso detto Didael che si occupava dell’insegnamento della lingua inglese e italiana agli stranieri.
http://www.simulware.it
http://www.didael.it
Ilenia Frascione



19 marzo 2007

19/03 43.a giornata

La lezione odierna è stata curata da Italo Losero.
Nella prima parte è stato ripreso l'argomento del learning object. Per creare un learning object non è necessario ricorrere all'uso di una piattaforma; tuttavia alcune piattaforme, come ad esempio Claroline e Moodle, creano oggetti che possono essere usati solo all'interno delle stesse.
I CMS (content management system), invece, come le piattaforme Customizer e Reload, sono degli editor che permettono la creazione di learning object scorm, trasferibili e riutilizzabili.
I repository system contengono già dei contenuti scorm. Il più famoso è quello del MIT. http://ocw.mit.edu/
Un oggetto scorm, secondo una presentazione fornita da Losero, possiede un contenuto, un "guscio blu" in cui sono inseriti i metadati, cioè i descrittori, e un "guscio arancione" in cui sono contenute le regole di funzionamento, le variabili che deve considerare il materiale didattico.

Ci è stata poi presentata l'Architettura INVA (informatica Valle D'Aosta), per l'erogazione di sistemi di formazione sia per utenti sia per enti.

Abbiamo visitato anche il portale del Progetto Formazione E-learning, un sistema complesso che presenta a un livello superiore un editor di portale e di materiale didattico, e a un livello inferiore un LMS contenente i corsi e gli utenti. http://elearning.progettoformazione.org
Gli utenti sono già stati descritti al di fuori del sistema, inseriti all'interno di un LDAP (light weight directory access protocol), una specie di database a cui possono accedere altri.
Le piattaforme devono essere flessibili e prevedere il collegamento ad altri sistemi per poter accettare dati di diversa provenienza.

http://server.linkomm.net/
Scorm nasce perchè le cose vengano dette una volta sola.
E' consigliabile, quindi, costruire corsi scorm in modo che ciascun corso possa essere riutilizzato perchè condivisibile in diverse piattaforme.
Esistono diverse versioni di Scorm: la 1.2 del 2001, dove la sequenza del learning object non è determintata; e la 1.3 del 2004, che prevede un sistema di sequenziamento che permette di scegliere qualsiasi variabile per procedere.
Infine, il protocollo OAI-MHP serve per federare il repository, cioè mette in contatto due o più repository solo a livello di metadati.

La seconda parte della lezione è stata dedicata ad introdurre dei contenuti utilizzando le piattaforme Customizer e Reload.

Ilenia B.

13 marzo 2007

Lezione del 13 Marzo /

La lezione odierna si è svolta con la professoressa Roberta Volpato.
Per prima cosa la professoressa ha riepilogato brevemente quanto già visto nel corso delle lezioni precedenti: ci ha parlato dei materiali presenti in rete (risorse didattiche già pronte, biblioteche on-line e biblioteche digitali ), dei materiali originali (materiali prodotti direttamente e che hanno una serie di caratteristiche quali la modularità, la sinteticità, l’autoconsistenza, la multimedialità e l’interattività); ci ha ricordato quale è stato il percorso evolutivo della fad (dalla fad di I e II si è passati alla fad di III generazione che vede la rete come essenza, ovvero ambiente virtuale per l’apprendimento) e quali sono le fasi salienti in cui si articola la progettazione di un corso on-line, per la quale è indispensabile l’utilizzo di Griglie di Progettazione utili per monitorare il livello di avanzamento del proprio lavoro rispetto alle tempistiche previste. Si è poi passati alla lezione odierna nel corso della quale è stata fatta un’analisi strutturale di un corso del Progetto Trio (il portale della formazione a distanza della regione Toscana) sulla Progettazione Formativa: è stata fatta l’analisi del contenuto e l’analisi rispetto alla modularità, all’autoconsistenza ed alla modularità del corso stesso; il corso è suddiviso in 3 moduli: il primo, Elementi di Progettazione, è suddiviso a sua volta in cinque unità per un totale di 35 pagine; il secondo, Progettare la Formazione, è suddiviso in quattro unità per un totale di 42 pagine; il terzo modulo, Il Progettista di Formazione, in quattro unità per un totale di 19 pagine; abbiamo così constatato che il corso è strutturato in maniera abbastanza omogenea per quanto riguarda il numero di unità ma presenta qualche discrepanza per quanto riguarda l’equilibrio delle pagine fra un’unità e l’altra; abbiamo verificato poi che il corso è navigabile in due modalità: reticolare e sequenziale.

12 marzo 2007

Lezione del 12 marzo

Nella lezione di oggi abbiamo visto i passi importanti per impostare una piattaforma.
  1. E' necessario per prima cosa procurarsi un Hardware, comprare una macchina dove mettere la nostra piattaforma;
  2. in seguito bisogna metterci su un sistema operativo e possiamo scegliere tra Windows ( più diffuso a livello del desktop) o Linux (più diffuso a livello server) o UNIX ( più stabile a livello server ma è a pagamento) oppure MAC ( poco diffuso);
  3. bisogna poi installare : PHP cioè un linguaggio di scripting o MYSQL è un database (entrambi sono open souce e installabili su Windows e Linux. .net e ASP e SQLSERVER funzionano solo su Windows.
  4. mettere la nostra LMS qualsiasi essa sia;
  5. housing e hosting così da casa possiamo gestire la nostra piattaforma e guardare i nostri corsi.

Nel corso della lezione poi abbiamo visto MOODLE che è una delle piattaforme tra le più complete e le più complesse.
Essa permette di dividere il corso in
  • settimane
  • argomenti
  • relazioni
Vi sono delle Risorse come file di testo, collegamenti ecc e delee Attività come Chat, Compito, Forum, Glossario che è un ambiente precostituito dove inserire in ordine alfabetico i termini usati nel nostro corso, Lezione, Scorm, Workshop che permette a tutti di creare degli oggetti e tutti possono commentarli.
Nel Settings abbiamo visto come cambiare la categoria o altre caratteristiche del corso.

Nel corso della lezione abbiamo inoltre provato a creare da soli un nuovo corso, inserendo i nostri "amati" animali fantastici!!!!!!

09 marzo 2007

Lezione del 9 Marzo

La lezione di oggi ha visto come docenti il nostro tutor Silvio Grosso dalle 14 alle 15 e la professoressa Patrizia Voyola nelle ore successive.
Silvio ha fatto un ripasso sull'uso di CAPTIVATE, in particolare ci ha illustrato la funzione di importazione movie (importazione di diapositive di una presentazione power point, file AVi ed immagini) e l'inserimento di text caption, image roll over e text entry box all'interno di diapositive selezionate.

La professoressa Voyola, docente di lettere presso l'istituto professionale Quintino Sella di Asti, è stata portavoce di una sperimentazione che ha riguardato l'utilizzo di una piattaforma e-learning (Moodle) a integrazione della didattica curricolare di italiano e storia rivolta a diverse classi della sua scuola per un totale di 120 studenti.

La novità ha riguardato l'utilizzo in presenza di una metodologia di lavoro pensata per la FAD (formula simile al blended ma con forte prevalenza della presenza sulla distanza) con l'obiettivo di verificare se gli strumenti della FAD potessero migliorare il quadro cognitivo, metacognitivo e motivazionale della classe coinvolta.
L'integrazione della didattica d’aula con l’utilizzo di una piattaforma e-learning ha comportato una nuova curvatura:
- della didattica (abbandono della didattica trasmissiva a vantaggio di metodologie collaborative di ricerca-azione)
- degli strumenti offerti dalla piattaforma (forum, wiki, test, diario di bordo)

Tutto ciò ha favorito la costruzione di un macro ambiente di apprendimento
(virtuale e reale contemporaneamente) diviso in sottoinsiemi (moduli) che ospitano i materiali e i LO costruiti dal docente o dagli studenti o reperiti nel web.

Vantaggi dell'e-learning come sussidio alla lezione frontale documentata:
- Abbattimento della duplicazione cartacea
- Facilità di accesso a risorse internet selezionate
- Consultabilità da casa
- Riuso in diversi contesti

Vantaggi dell'e-learning nella condivisione di lavori individuali:
- condivisione del lavoro dei singoli e relativa discussione (valore cognitivo dell’errore)
- possibilità di monitorare il processo di apprendimento (individualizzazione dell’insegnamento)

Vantaggi dell'e-learning nella costruzione/utilizzo di LO:
- Riuso in diversi contesti
- Possibilità di verifica step by step
- Individualizzazione dell’insegnamento

Vantaggi dell'e-learning nei lavori di ricerca di gruppo:
- Lavoro collaborativo
- Possibilità di monitorare il processo di apprendimento

I risultati di questa sperimentazione sono stati:
- raggiungimento obiettivi di conoscenza e livelli di competenza fissati nella programmazione
- riduzione dei debiti formativi
- aumento della capacità di autovalutazione, di riflessione metacognitiva, del senso di responsabilità nei confronti del lavoro e degli impegni presi con compagni e insegnante
- crescita della motivazione e dell' interesse nell'utilizzo di questi strumenti

Nel complesso ci sono stati personalizzazione dell'apprendimento, collaborazione, maggiore relazione, facilità di valutazione e monitoraggio in itinere.

La docente appare ottimista circa l'utilizzo dell'e-learning a scuola e durante la sua esposizione ci ha mostrato il sito da lei realizzato http://www.bibliolab.it che presenta risorse utili per la didattica.

05 marzo 2007

lezione di oggi

Nella lezione di oggi abbiamo immaginato di essere incaricati di fare della formazione tenendo conto di una serie di dati, come il numero dei corsi da tenere; il numero di utenti; un determinato periodo ecc....
Dovendo far questo innanzitutto dobbiamo sceglire la piattaforma, ad esempio possiamo scegliere Claroline, ma dove andiamo a prenderla? dobbiamo appoggiarci ad un sever e quindi ad una società informatica, come la Colt, che metta a disposizione un server.
Si può consiserare l' housting come una sorta di armadio custodito dove mettere il nostro pc, con un costo di circa ottocento euro l'anno senza la connessione internet che fa lievitare i costi.
L' housting può essere condiviso quando si utilizza una macchina già esistente ( questo consente di risparmiare ma il rischio che si corre è quello che se si ferma la macchina alla quale siamo appoggiati ci fermiamo anche noi) oppure dedicato se inseriamo una macchina nostra.
Dopo aver scaricato la piattaforma il passo successivo, quindi, è la sua installazione ad opera di un sistemista, che ha un costo di circa novecento euro .
a questo punto comincia il nostro lavoro: inserimento dei contenuti su CMS; inserimento degli utenti, dei corsi; cambiare l'aspetto di Claroline conformandola al corso, ad esempio mettendo il logo( in questo caso si può fare riferimento ad un grafico, con un costo di circa cinquecento euro).
A questo punto abbiamo una piattaforma funzionante.
La lezione si è conclusa tenendo conto che non esiste una piattaforma web 2.0 fatta eccezione per ELGG.

02 marzo 2007

Lezione Italo Losero. WEB 2.0

Nella prima parte della lezione abbiamo visto la versione 2.0 di Internet. Il termine "Internet 2.0" o "Web 2.0" è l’espressione del dibattito attualmente in corso in merito alle nuove possibilità di fruizione del sapere e delle informazioni offerte dalla Rete. Non è quindi un’evoluzione della tecnologia TCP/IP alla base della Rete, ma dei mezzi e degli strumenti che utilizzano l’infrastruttura tecnologica sulla quale poggia Internet. E' un nuovo modo di intendere la Rete, che pone al centro i contenuti, le informazioni, l'interazione.

Si parla di Internet e non di Web, anche se spesso sono considerati sinonimi, dal momento che oltre ai computer fanno parte della rete globale altre periferiche quali il cellulare, la televisione, la radio, che possono interagire tra loro utilizzando le nuove tecnologie di condivisione del dato digitale.

Il concetto di Web 2.0 pone l’accento sulle capacità di condivisione dei dati tra le diverse piattaforme tecnologiche, sia hardware che software.

L’e-learning cambia:
da mezzo a piattaforma
da sistema di consultazione di contenuti a sistema di creazione di contenuti
Dalla lettura di contenuti alla loro scrittura
La struttura passa da quella del libro a quella della conversazione
La piattaforma assomiglia sempre di più ad un sistema di blogging
E’ centralizzata sull’utente e sulle sue interazioni anziché sul contenuto del corso
Presenta un nodo di contenuto attorno al quale si sviluppa la discussione, con collegamenti con altri nodi
Passa da sistema istituzionale ad ambiente personale
Da singola applicazione ad insieme di applicazioni
Consente la creazione di contenuti e il loro collegamento con risorse esterne
E’ stata spesso tarata sulle esigenze dell’organizzazione che non degli utenti
La piattaforma diventa uno strumento da utilizzare anche per l’elearning, ma soprattutto come strumento di comunicazione generale
da Ambiente di apprendimento virtuale to a ambiente di apprendomento condiviso
I contenuti vengono proposti per una lettura critica e commento
Gli studenti [possono] leggerli attraverso gli rss readers
Possono essere riutilizzati, riorganizzati, riproposti.
L’apprendimento non dipende da come sono scritti i contenuti ma da come sono usati.
Nella seconda parte della lezione abbiamo provato la piattaforma CLAROLINE dei nostri compagni e abbiamo fatto la valutazione dei corsi.

I siti dei venti


Possiamo utilizzare questo post per inserire come commento il link al nostro sito in maniera da poter condividere il lavoro con gli altri gruppi e con chiunque altro...

27 febbraio 2007

27/02, 35a giornata

oggi abbiamo parlato di mobile learning.
i temi trattati e da trattare nelle prossime lezioni:
  • introduzione al M-Learning: come cambiano le relazioni tra metodo classico e E e M Learning
  • piattaforme per M-Learning: strumenti che servono per erogare un servizio di M-Learning
  • servizi: video, messaggi, condivisione lavagne, istant message
  • dispositivi: i terminali mobili, quali sono, i loro costi...
  • reti cellulari.: la tecnologia che permette di far arrivare i sevizi ai dispositivi.
Il M-Learning è complementare all'E-Learning ed una sua caratteristica peculiare consiste nella possibilità di fruirlo in qualsiasi luogo.
i contenuti sono gli stessi dell' E-Learning
caratteristiche positive:
  • portabilità
  • individualità
  • iterattività
  • connettività
  • anywhere, anytime
caratteristiche negative
  • memoria
  • display
  • connettività
  • soluzioni propietarie
  • cosi
  • sicurezza
  • evoluzione tecnologica
il M-Learning si appoggia alle piattaforme esistenti per l'E-Learning
i materiali didattici possono essere erogati in modi diversi a seconda del contenuto (Wap, Web, Voce, MMS...)

23 febbraio 2007

Lezione del 23 febbraio / 33° giornata

Il docente della lezione di oggi è Silvio Grosso.
La prima ora è stata dedicata a terminare e commentare la FASE 2 del Project Work; la classe si è divisa in gruppi, si sono evidenziate criticità e problematiche emerse e si sono proposte strategie per migliorare il lavoro nelle prossime settimane.

Allo scadere della prima ora Silvio ha presentato le chat, uno strumento che è molto di moda e può essere utilizzato anche per finalità educative, oltre che come svago.
In particolare abbiamo fatto conoscenza con “SecondLife” (www.secondlife.com oppure http://www.secondlifeitalia.com/ per l’edizione italiana, il cui
portale è attualmente in fase di costruzione), una delle chat più conosciute (fondato nel 2003, al momento è abitato da oltre 200.000 persone provenienti da tutto il mondo.). Le chat possono anche essere usate per simulare dei contesti di lavoro e mettere alla prova eventuali candidati in una selezione oppure per fare formazione.
L’avatar è il personaggio che scegliamo quando ci muoviamo all’interno di una chat, l’iscrizione è gratuita e quindi si può approfondire l’argomento iscrivendosi e visitandone una.

Si è tornati quindi al Project Work: ogni gruppo, attraverso il suo documentalista, ha presentato l’argomento scelto e i microcontent e ha esposto i punti di forza e punti deboli dell’esperienza appena terminata.
Silvio ha fatto uso di una lavagna virtuale (
http://cl1p.net/gruppiventi) per registrare le osservazioni più importanti emerse da questa discussione.
Tra quste:

  • Il senso di ansia che un po’ tutti i gruppi hanno provato in questa fase
  • Il lavoro è stato giudicato piuttosto impegnativo da tutti
  • Il forte senso di responsabilità che si sente nel momento in cui si capisce che il proprio compito è determinante per lo svolgimento dei compiti degli altri.
  • Lavorare in collaborazione aiuta a gestire i tempi (gestire cooperativamente i tempi)
  • L’importanza di ognuna delle 4 figure; l’assenza di una figura era immediatamente e pesantemente avvertita anche dagli altri.
  • L'autovalutazione aiuta ad avere una idea globale del lavoro. Stimola al miglioramento ed alla condivisione.

Intervallo: festa di compleanno; Berlucchi, dolcini e paste per tutti. Tanti auguri Maurizio.

Al ritorno dai bagordi Silvio ci ha illustrato meglio la prossima fase di lavoro del Project Work; ci siamo collegati tramite ftp allo spazio web che ogni gruppo ha a disposizione.
Per la connessione ftp si può utilizzare un programmino ftp freeware oppure anche un comune browser.
Un’altra operazione eseguita è stata quella di aprire un nuovo blog che utilizzeremo poi durante lo stage per tenere una sorta di diario di bordo.
Alcuni dei passaggi per creare un nuovo blog sono stati registrati grazie a Macromedia Captivate; questo ci ha fornito l’occasione di approfondire la nostra conoscenza di Captivate.
Si sono infatti passati in rassegna i vari settaggi del movie e dei diversi contenuti delle slides (caselle di testo e pulsanti).

20 febbraio 2007

Sintesi lezione del 20.02.2007

La lezione di oggi è stata condotta dalla Prof.ssa Maria Lucia Ercole ed ha riguardato, come la lezione precedente, la valutazione dei costi dell'e-learning. Dopo una breve rivisitazione delle slides utilizzate nella prima lezione, siamo passati ad analizzare quali sono le voci di spesa che incidono sulla scelta di adottare una strategia formativa a distanza in alternativa o ad integrazione di quella tradizionale in presenza. Nella seconda parte della lezione, suddivisi in gruppi, abbiamo svolto una esercitazione che prevedeva la rilevazione delle voci di costo e la valutazione della convenienza della formazione in e-learning.
Dopo avere discusso l'esercitazione svolta siamo passati ad un altro esercizio che includeva, a differenza del primo, il calcolo dello stipendio orario per corsista; abbiamo poi analizzato un altro caso, più articolato, che ci ha permesso di calcolare il ROI (il ritorno sull'investimento che analizzeremo in modo più approfondito nella prossima lezione).

19 febbraio 2007

19/2/07 a giornata..

Oggi il professore Losero ha fatto un confronto tra concetti ed ha evidenziato le differenze tra web 1.0 e web 2.0, per arrivare a parlare in maniera specifica del web 2.0.
ho riassunto la lezione in questo modo:
Il web1.o ha la caratteristica di avere un autore o un gruppo di autori.In esso non si può modificare l’informazione. Un esempio di sito web1.0 è quello dei quotidiani, dove si legge l’informazione ma non posso modificarla. Il contenuto è deciso e ha un autore statico. Il web2.o non è una nuova tecnologia, ma è un uso diverso delle tecnologie che già esistevano. Possiamo dire che una nuova visione della il web2.o non è una nuova tecnologia, ma è un uso diverso delle tecnologie che già esistevano. Possiamo dire che una nuova visione del web ed una rivoluzione nel modo di comunicare.
Nel web2 sono gli utenti che costruiscono, è dinamico. È importante in un contesto così flessibile marcare i contenuti attraverso i tag che servono appunto per descrivere ed identificare l’argomento. “End of the Software Release Cycle” che è lo che permette la ne permette l’usuabilità.
La web 2.0 ha presso una notebole crescita Il web 2.0 ha avuto una crescita notevole dal 2005, caratterizzata della sua “usuability”, “participation”, “economy”, “desing”, “convergence”, “standardization”…
Le pagine del web 2.0 sono costruite con diversi tecniche che permettono l’uso interattivo della pagina:
nella applicazione delle grafiche complesse si utilliizzano i termini:
· Rich: che me serve per aggiungere nuove cose alla pagina.
Esempio di Rich Internet Applications
http://www.netvibes.com/
http://www.google.com/ig

· Ajax: è lo che me permete di fare clic, cambiare la pagina.
· CSS: ci consentono di riparare il contenuto nella sola presentazione. es. http://www.csszengarden.com/, si puo vedere la separazione tra contenuto e presentazione, ci sono una serie di esempio in “html file e css file”
· Microformats: sono di semplice set, dove posso fare di aggregation formato di notizie.
Il sito di microformats, è un sito che spiega come usare gli elementi.
· Syndication and aggregation:
esempio: http://www.syndic8.com/
http://www.newsisfree.com/
· Folksonomies:
Esempio: http://del.icio.us/
http://www.flickr.com/
· Mashups: Interazione tra servizi di ‘siti’ diversi
Esempio: http://www.programmableweb.com/
Nella seconda parte della lezione dovevamo finire di lavorare nella piattaforma Claroline (reperibile all’indirizzo: http://utenti.linkomm.net/claroline/lms). dove deviamo finire il corso nella piattaforma che dovrà avere due parte:
1- sulla letteratura d’animale incredibile
2- importare il Object Learning della piattaforma Customizer.
guardate un po: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0
Ringrazio a tutti chi ha collaborato per concretare questo post e si ci sono di concetti sbagliati o di sintasi per piacere fate vostri commenti.
Buon corso a tutti!!

16 febbraio 2007

Lezione del 16 febbraio / 30° giornata

Nel corso della lezione odierna, tenuta dal professor Perissinotto, si è parlato principalmente degli Oggetti Autonomi di Apprendimento (OAA). Per prima cosa il professor Perissinotto ha sottolineato la differenza esistente tra i saperi sintetici ed i saperi analitici in cui è suddiviso un singolo OAA. Ci ha spiegato che, a differenza della didattica on line, la didattica d’aula si basa sull’oralità o su forme incrociate tra oralità e scrittura; che la sintassi dell’oralità, rispetto alla sintassi della scrittura, è molto più semplice e che l’oralità normalmente non è pianificata, si usano frasi brevi perché chi ascolta possa farlo in modo agevole. Non solo nella didattica on line ma anche nella didattica d’aula abbiamo due livelli: uno di sintesi ed uno di analisi. Se si vuole riproporre nella Fad una lezione d’aula, si deve tenere conto di questi due livelli. Ci ha poi spiegato che il termine “corso” offre molteplici significati ma deriva da “correre” e tutti i significati hanno in comune con “percorrere” la stessa etimologia: è quindi qualcosa che viene “percorso”. Pertanto il corso didattico è quindi un percorso orientato all’interno di un sapere in cui ogni unità di contenuto rappresenta il gradino su cui poggia il sapere successivo ed in cui il docente ha il ruolo di guida. Il percorso costituisce il livello sintetico - in un corso on line può essere rappresentato ad esempio dalle slides unite al commento del docente - che rinvia agli approfondimenti che rappresentano invece il livello dei saperi analitici, ovvero il livello delle risorse web e dei materiali esterni. I saperi sintetici sono quelli che evidenziano i saperi analitici con delle unità di contenuto: fra queste troviamo innanzitutto l’introduzione, che ha molta più importanza di quanto si possa pensare, ha un ruolo fondamentale; ci sono poi delle unità di contenuto (normalmente un OAA deve avere una durata media lineare di due ore) alle quali seguono una unità di bilancio, in cui è possibile recuperare quanto appreso nelle unità precedenti, ed infine una valutazione in uscita del percorso fatto: è questo il livello dei materiali originali. Si è proceduto successivamente allo svolgimento della esercitazione che prevedeva per ciascuno di noi la creazione di un singolo OAA, composto da una introduzione e tre unità di contenuto.

14 febbraio 2007

I blog dei venti

Ognuno dei 4 gruppi dovrebbe avere un blog realizzato dal segretario del gruppo.
Possiamo utilizzare questo post per notificarlo. I segretari possono pertanto pubblicare il link al loro blog inserendo un commento a questo post.
Una volta notificati gli url dei blog dei venti verranno indicati qui sotto:

13 febbraio 2007

Lezione 13/02 29° giornata

Il docente di oggi è Italo Losero.
Nella prima parte della lezione abbiamo visto il funzionamento della piattaforma Claroline (reperibile all'indirizzo: http://utenti.linkomm.net/claroline/lms).
Abbiamo visto nel dettaglio le parti che compongono la piattaforma quali: i percorsi didattici, il wiki, il calendario, i lavori, il forum e la chat.
La descrizione del corso: che contiene le informazioni generali sul corso scelto dall'utente.
Il Calendario: uno spazio che contiene tutti gli eventi a cui l'utente può partecipare
Gli Annunci: uno spazio simile alla bacheca in cui sono reperibili tutti i testi che possono essere letti dagli utenti
Il Forum: uno spazio in cui si può discutere liberamente del corso e di altri argomenti
e abbiamo visto cosa cambia nell'utilizzo della piattaforma quando si entra al suo interno come Utente esterno o come Gestore ( il Gestore può modificare alcune funzioni e caratteristiche della piattaforma mentre l'Utente non ha le stesse possibilità).
Nella seconda parte della lezione ognuno di noi ha creato un corso on-line (ha cioè realizzato un percorso didattico, degli esercizi, ha aperto un forum e pubblicato degli annunci utilizzando la piattaforma Claroline) su un argomento a propria scelta o sulla "letteratura sugli animali fantastici".
Ilenia F.

12 febbraio 2007

12/02 28a giornata

Il docente della lezione odierna è Emanuele Lana.

Nella prima parte della lezione il docente ha continuato ad illustrare la guida alla creazione di pagine per internet, trattando l’ultimo argomento relativo alle immagini .
Una pagina html può visualizzare le immagini, attraverso l’uso del tag “img” (dove al posto delle " bisogna inserire <>) e dell'attributo src , per cui si scriverà ad esempio img src="images/logo.jpg", dove jpg è il formato compresso dell’immagine. Le dimensioni di un’immagine possono essere misurate in pixel, cioè elementi puntiformi che compongono la rappresentazione dell’immagine stessa.
Le immagini e i testi di una pagina html sono contenuti in file diversi.
Riguardo al layout della pagina e alla disposizione sia di immagini sia di testi si può ricorrere all’utilizzo della tabella, la cui larghezza può essere assoluta (pixel) o in percentuale della pagina. I tag corrispondenti sono: tag “table”, tag “tr” (riga) e tag “td” (cella).
Nella seconda parte abbiamo utilizzato il software freeware NVU, un programma che consente di creare una pagina html senza dover scrivere il codice, cioè i tag. Abbiamo quindi lavorato alla realizzazione di un sito con una home page e dei collegamenti ad altre pagine web.
Il docente ha consigliato dei siti per la creazione di immagini di testo che si possono trovare all'indirizzo http://cl1p.net/amdel.
Successivamente abbiamo utilizzato il software freeware FILEZILLA (la guida si trova all’indirizzo URL di cui sopra) per la pubblicazione di pagine web da un sito locale, il proprio computer, al dominio.
Per ciascun gruppo del project work, il tutor ha creato un dominio a cui si può accedere solo attraverso un login e una password.
E’ importante ricordare che la responsabilità di ciò che è inserito nello spazio è di coloro che hanno creato lo spazio e quindi che lo possono gestire.

Ilenia B.

09 febbraio 2007

Lezione di oggi 9/02/07

Oggi parliamo del mercato dell'e-learning.La lezione di oggi è svolta dalla prof.ssa MariaLucia Ercole, insegnante di Economia Aziendale nei corsi per Tecnici della Gestione Aziendale presso un Istituto Professionale cittadino. Gli argomenti presi in esame sono il mercato della formazione a distanza e la valutazione dei costi dell’e-learning. Con la Prof.ssa Ercole passiamo in rassegna alcune slides che illustrano la crescita e le prospettive di sviluppo del mercato dell’e-learning nel mondo e in Italia. Altre diapositive descrivono, nel dettaglio, come e da chi viene utilizzata la formazione a distanza nel nostro paese. Analizziamo poi la tipologia dei corsi e-learning proposti e la loro utilizzazione nel settore del pubblico impiego e in azienda. Da rilevare le motivazioni e gli ostacoli all’adozione e alla strutturazione di progetti di formazione a distanza. Prima della pausa esploriamo alcuni siti che si occupano di e-learning e che offrono, gratuitamente, la possibilità di accedere a specifici corsi.
La seconda parte della giornata è dedicata agli aspetti economici e finanziari dell’e-learning. Abbiamo potuto confrontarci con le questioni legate al Break even point (punto di pareggio) e al Roi (ritorno di investimento) attraverso l’analisi dei costi delle varie fasi: progettazione, definizione risorse umane e materiali, erogazione e valutazione.

GRUPPO 2

A.M.D.E.L. weblog: ES TEMPI

05 febbraio 2007

Lezione 05/02 26°giornata

Nella lezione di oggi abbiamo rivisto i concetti di metadati e di Scorm.
Italo Losero ha desritto Assets, i Learning Object e i Content Aggregation.
Abbiamo inoltre visto le 9 categorie di L.O., che sono:
-General
-Lifecycle
-Metametadata
-Technical
-Educational
-Rights
-Relations
-Annotations
Per quanto riguarda i RIGHT, cioè i diritti, durante la lezione abbiamo visto Creative Commons (www.creativecommons.it). Le Creative Commons Public Licenses (CCPL) sono delle licenze di diritto d'autore che si basano sul principio de "alcuni diritti riservati".
Ci sono molti oggetti pubblicati in internet in questo modo.
Per trovare immagini od oggetti da utilizzare nei corsi, dobbiamo fare ricerche specifiche per trovare materiale di libero uso.
Ci sono strumenti che ci consentono di scrivere automaticamente i metadati ( ad es. Imse/visme, Aloha, Reggie Metadata Editor, Microsoft eLear, ecc.).
Nella seconda parte dela lezione abbiamo visto la piattaforma CLAROLINE( http://utenti.linkomm.net/claroline/lms), provando a creare un corso in ogni parte.

Poichè ho un pò di difficoltà a seguire questi argomenti, se ho dimenticato qualcosa o non ho ben espresso un concetto, vi chiedo di correggermi inserendo un commento.
A tutti ancora buon corso e buone lezioni.

02 febbraio 2007

Lezione 02/02 25giornata

La lezione di oggi è stata tenuta dalla docente Silvia Libergoliza ed è iniziata con una rapida ricapitolazione delle attività svolte in aula e degli argomenti trattati nella lezione del 9 gennaio scorso, in particolare dell’Esercitazione dal titolo “Seduti attorno ad un tavolo”: ad un tavolo sono seduti otto signori. Questi i loro nomi: Bianchi, Rossi, Terzi, Marcelli, Rovinati, Stella , Lodi, Marzi.
Uno di essi è molto giovane, uno è molto intelligente, uno è grande, uno è bello, uno è milionario, uno è cantante, uno è un imprenditore e uno è un economista. Il milionario siede di fronte al signor Rossi. Quello che è grande siede di fronte al signor Stella, il quale sta tra l’imprenditore e il signor Bianchi. Quello giovane sta di fronte al signor Rovinati, mentre il signor Marcelli siede alla sinistra dell’economista, che ha all’altro suo fianco il signor Terzi. Il cantante ha alla sua destra l’imprenditore che ha alla sua destra il signor intelligente. Il signor Marcelli ha di fronte il cantante. Il signor Marzi è alla sinistra del signor giovane”.
Due erano gli interrogativi posti alla classe (divisa dalla docente in 2 gruppi): come sono disposti i signori al tavolo e qual è la loro rispettiva qualifica (alto, bello, imprenditore, economista, ecc?
Scopo dell’esercitazione era: far capire alla classe come si svolge un lavoro d’èquipe e creare delle dinamiche di gruppo.
Dopo questo breve riassunto si è passati alle Esercitazioni previste per questa ultima lezione sul cooperative learning (per svolgere al meglio le prove, la classe è stata nuovamente divisa in due gruppi e parte del lavoro è reperibile a questo link:
http://docs.google.com/View?docid=dfh253ff_6cqq9vb ) e ad una breve descrizione del “Project Work”, che rappresenterà il nostro lavoro di “Tesi” per l’esame finale che si terrà a giugno.

Il Project Work on line consiste in un lavoro a progetto da svolgersi on-line in gruppi di lavoro basati sul cooperative learning. Pertanto dovranno essere creati 4 gruppi di lavoro. Ciascun gruppo dovrà essere composto da 3-4 persone. Ogni gruppo avrà un proprio specifico obiettivo che consiste nel realizzare la macro-progettazione di un percorso di formazione, la micro-progettazione di un modulo in formazione a distanza e un oggetto autonomo di apprendimento (OAA). Il lavoro di gruppo dovrà essere svolto dal 2 febbraio 2007 al 11 giugno 2007. Ogni gruppo avrà a disposizione gli strumenti offerti dalla piattaforma FAD Maestra, e gli strumenti del web 2.0 trattati durante il corso per lo svolgimento del proprio compito. Il Project Work on line dovrà portare al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
1) Ogni gruppo di lavoro dovrà realizzare un progetto di un percorso di formazione a distanza.
2) Per ognuno dei 4 ruoli cooperativi per la gestione di un gruppo on line dovrà essere realizzato un documento che contenga una serie di buone norme per la gestione del ruolo.
Ogni gruppo di lavoro dovrà essere gestito in maniera cooperativa. Per questo motivo i quattro partecipanti al gruppo dovranno acquisire un ruolo collaborativo durante il lavoro. I ruoli sono: cronometrista, segretario, documentalista e gestore della comunicazione. Ciascun gruppo potrà scegliere l'argomento che dovrà essere trattato dal corso che progetterà e ciascun gruppo potrà definire al proprio interno quale ruolo cooperativo assumerà ciascun partecipante al gruppo. Ogni gruppo assumerà il nome di un vento a scelta tra Libeccio, Grecale, Scirocco e Maestrale. Ogni gruppo dovrà elaborare un documento (utilizzando google docs) nel quale verranno indicate le competenze tipiche di ciascuno dei quattro ruoli cooperativi proposti. I quattro gruppi si riuniranno per poter cooperativamente decidere quale membro del gruppo associare in base all’autovalutazione delle proprie competenze a ciascun ruolo.
Ilenia F.

ES TEMPI

In questo posto possiamo pubblicare come commento i link ai lavori realizzati durante lo svolgimento dell'esercitazione ES TEMPI dai tre gruppi.

Ecco i link dei tre lavori:

GRUPPO 1

GRUPPO 2

GRUPPO 3

30 gennaio 2007

30/01 24a giornata

La lezione odierna, tenuta dal nostro tutor silvio grosso,suddivisa come sempre in due parti, ha riguardato la creazione di un account come gestore-tutor sulla piattaforma maestra e l’istallazione ed il successivo utilizzo di del software Captivate.
Prima di tutto però abbiamo visitato il sito http://cl1p.net, condivisibile all’url http://cl1p.net/amdel, utile per creare uno spazio personale, una sorta di lavagnetta, dove poter condividere appunti e scambiarsi indirizzi consigliati dagli utenti stessi.
Diventare manager in piattaforma è il primo argomento trattato da Silvio grosso. Dopo mesi trascorsi in piattaforma Maestra in qualità di discenti, oggi creiamo un nuovo corso denominato AMDEL2, attraverso il quale potremo acquisire nuovi strumenti formativi, creare un nuovo corso on-line e modificare personalmente i contenuti delle lezioni. Per queste operazioni non è necessario essere un tecnico o un esperto del settore, ma bisogna conoscere gli argomenti, saperli strutturare e gestirli al meglio. Per poter sperimentare le nostre capacità usufruiremo di uno spazio specifico detto Sand Box, uno spazio dove poter provare gli strumenti e cercare di comprenderne l’utilizzo.
Entriamo in Maestra, in crea corso, compiliamo la tabella di riferimento con nome, descrizione, obiettivi, metodologia,valutazione,sede, durata, periodo, ente, aspetto, etc. Abbiamo creato Amdel 2, passiamo ad inserire gli allievi, importandoli con un file CSV (file di testo che separa con le virgole e che contiene un’insieme di elementi suddivisi con una tabella excel); entriamo nella sezione gestione utenti e ci iscriviamo come tutor.
Ora che il corso è nato passiamo ad individuare le principali differenze che intercorrono tra un utilizzo in qualità di utente ed uno in qualità di gestore della piattaforma.
Nello spazio comunicazione-forum possiamo creare un nuovo forum, la posta invece non presenta sostanziali differenze. In strumenti scopriamo che possiamo inserire una news e in registro abbiamo la possibilità di creare personalmente dei gruppi utenti. La sezione didattica-lezioni ci permette di immettere le lezioni che intendiamo proporre, andando in amministrazione-gestione lezioni inseriamo ed attiviamo una nuova lezione, torniamo in didattica, apriamo lezioni e troviamo i nostri nuovi contenuti. Sempre in didattica, ma nell’area riservata alla valutazione constatiamo che possiamo creare anche dei nuovi test attitudinali e di verifica. Il viaggio nella piattaforma continua con l’esplorazione del settore documentazione, entriamo nello zaino e ci accorgiamo che possiamo controllare cosa c’è negli zaini di tutti gli studenti. In ultimo diamo un’occhiata a strumenti-monitor attività che ci permette di verificare e valutare gli effettivi accessi degli utenti in piattaforma, la posta inviata e quella letta.
L’esercitazione ha avuto uno scopo introduttivo per quelle che dovranno essere le nostre future competenze come amministratori in e-learning e, in un certo senso, è stata anche una sorta di verifica pratica di quelle che sono state le nostre attività e in qualità di utenti.

Dopo una dovuta pausa di circa sei minuti e ventitré secondi… Silvio ci ha presentato un interessante programma, molto utile per la creazione di materiali didattici: Captivate.
Questo software svolge principalmente quattro funzioni specifiche: cattura dei video, creazione di materiale originale, creazione di test/quiz e slide show in flash(filmati, didascalie e fotografie).
Abbiamo installato e aperto macromedia captivate, siamo entrati nella finestra applicazione e abbiamo creato un breve e semplice filmato sull’utilizzo della didascalia formato di Microsoft Word. Dopo la registrazione abbiamo visionato il nostro formato in preview e attraverso la sezione insert ne abbiamo modificato alcuni aspetti come: la timeline delle slide, l’impaginazione, l’aspetto i caratteri e le eventuali animazioni. Dopo aver creato e modificato il nostro filmato lo abbiamo pubblicato e salvato in Amdel. Come ultima operazione ci siamo dedicati all’ import movie di Captivate, bisogna semplicemente sapere da dove estrarre i filmati e di conseguenza importarli.
Mi rendo conto che scrivere e descrivere l’utilizzo di strumenti on-line senza supporti grafici e senza poterli avere “sotto mano” possa portare alla realizzazione di una sintesi non sempre chiara ed esaustiva. Voglio però confermare, da parte mia e credo di tutta la classe, quanto la lezione odierna sia stata interessante e utile sotto tutti i punti di vista.

27 gennaio 2007

26/01 22a giornata

Durante la lezione di Alessandro Perissinotto abbiamo visto varie tipologie di quiz e di prove strutturate e abbiamo imparato ad usare il programma HOT POTATOES, uno strumento per formare i test.
Abbiamo conosciuto varie tipologie di quiz con le:
DOMANDE AD ORDINAMENTO: servono soprattutto per la verifica delle capacità di ricostruire sequenze temporali o causali.
DOMANDE AD ABBINAMENTO: si utilizzano per verificare la capacità di ragionamento e di apprendimento e si basano sulla possibilità di abbinare un termine ad un altro.
DOMANDE A RIEMPIMENTO: possono essere utilizzate per ogni tipo di verifica, si usano nel caso in cui la risposta attesa deve essere conosciuta a priori dallo studente e non riconosciuta all’interno di una serie di suggerimenti. La risposta può essere testuale o numerica.
Hot potatoes è un software per la realizzazione di questionario da mettere on-line, non è l’unico strumento per formare i test ma è uno strumento flessibile, semplice ed economico. Esso ci da la possibilità di creare cruciverba, quiz, domande a riempimento, ad ordinamento e a congiunzione. Servono soprattutto per la verifica delle capacità di ricostruire sequenze temporali o casuali.

Durante la lezione abbiamo imparato ad usare JMATCH, JMIX, JCLOZE, JCROSS, e JQUIZ. Abbiamo fatto due esercizi, imparando a fare i quiz con le domande a scelta multipla tramite JMATCH. In seguito abbiamo usato JMIX facendo le domande a riempimento e poi JCLOZE facendo pure gli esercizi e uno doveva essere di matematica.
Le prove di hot potatoes possono essere costruite in una piattaforma da utilizzare in ambito locale. La piattaforma Maestra non è ancora in grado di avere questo programma.
DIDATTICA MULTIMEDIALE A OGGETTI Per noi la didattica sembra un insegnamento modullare, negli anni 60 però non si parlava ancora dell’insegnamento modullare, questo è venuto fuori con evolversi della società. La necessità della formazione è diventata costante, si parla sempre della formazione permanente. È cambiato anche il quadro della formazione. Le aziende hanno scaricato l’obbligo della formazione sulla comunità europea, sulle regioni. JUST IN TIME (solo nel momento giusto) formazione solo quando serve e solo quello che serve. Siamo costretti a ridurre il sapere solo nei blocchi, spendibili in maniera indipendente.
OGGETTO AUTONOMO DI APPRENDIMENTO. (OAA) La differenza tra un oggetto autonomo e no è come tra un episodio e una puntata. Abbiamo visto le difficoltà per creare i test di valutazione in entrata. È molto più facile costruire un test di valutazione in uscita perché sappiamo le competenze. Abbiamo cercato due domande a scelta multipla sui prerequisiti. L’ultima funzionalità di HP serve per creare i cruciverba. Abbiamo fatto i cruciverba sulla cultura francese. Così abbiamo imparato ad usare varie funzioni del programma HOT POTATOES: JCLOZE (creare item a completamento)
JMatch(creare item a corrispondenza)
JQuiz(creare item a scelta multipla; il caso vero falso rientra nella possibilità di sole due scelte multiple)
JCross(creare item centrati sulle parole crociate)
JMix(creare item di riordinamento).

23 gennaio 2007

23/01 21a giornata

La lezione di oggi è stata tenuta dalla docente Roberta Volpato ed è iniziata con una rapida ricapitolazione degli argomenti della volta scorsa: i Materiali da utilizzare per un progetto di formazione a distanza, distinti in materiali presenti in rete e materiali originali (creati da zero), che devono essere modulari, autonomi e soprattutto ben strutturati attraverso un modello sintetico (lezione tradizionale d’aula) e un modello analitico (studio individuale e attività di approfondimento); livelli che insieme costituiscono i cosiddetti OAA (Oggetti Autonomi di Apprendimento). Dopo questa breve “parentesi” si è passati all’argomento del giorno, la “Progettazione” dei corsi on-line.

La PROGETTAZIONE richiede uno studio attento in termini di sforzi e risultati ed è un processo piuttosto complesso che si articola in diverse fasi:
1) definizione degli obiettivi
2) definizione del target
3) valutazione del budget (così da non allontanarsi dalle aspettative del committente)
4) definizione delle modalità di e-learning da adottare
5) individuazione delle forme di comunicazione e collaborazione da attivare
6) scelta della piattaforma
7) eventuale adattamento della piattaforma alle necessità del percorso formativo
8) individuazione dei contenuti
9) organizzazione dei contenuti
10) individuazione degli oggetti multimediali da utilizzare
I punti su cui ci siamo soffermati maggiormente sono stati l’8, il 9 e il 10 relativi ai contenuti.

L’ANALISI DEI BISOGNI
La prima cosa che bisogna fare nella progettazione è l’Analisi dei bisogni formativi.
I bisogni formativi possono essere di due tipi: bisogni oggettivi, che riguardano i committenti e bisogni soggettivi, che si riferiscono ai soggetti cui è destinato l’intervento formativo.
I bisogni oggettivi individuati dalla committenza, non si riducono ad un elenco di compiti che i diversi soggetti presenti nell’organizzazione dovranno essere in grado di svolgere, ma devono riguardare il futuro dell’organizzazione.
L’analisi dei bisogni soggettivi consiste nel definire il pubblico a cui si rivolge l’intervento formativo e nell’analizzare i bisogni dei soggetti che sono realmente coinvolti nell’intervento. Questo tipo di analisi si può effettuare con un questionario o un’intervista.

LO STUDIO DI FATTIBILITA’
Lo studio di fattibilità è un processo di analisi che consente al progettista di definire se l’organizzazione in cui dovrà attuarsi l’intervento formativo presenta le condizioni necessarie allo scopo (investimenti economici adeguati, presenza di un contesto culturale adatto, scelta di contenuti che possono essere efficacemente trasmessi on-line).

MACROPROGETTAZIONE
Dopo aver valutato attentamente i 10 punti della progettazione ed essersi soffermati soprattutto sugli ultimi tre (individuazione dei contenuti, organizzazione dei contenuti e individuazione degli oggetti multimediali), occorre passare alle cosiddette “Fasi Operative”: IDEA, PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE, VALIDAZIONE.
La stesura di un progetto è un passaggio fondamentale nel lavoro di produzione di un multimedia. Essa serve al progettista, al team di lavoro e ancor di più al committente che deve aver subito un’idea del prodotto che verrà realizzato.

IDEA
Partendo da un’idea si devono delineare gli obiettivi del progetto, tenendo in considerazione il target, il tipo di prodotto che si andrà a realizzare, il tipo di fruizione ipotizzata e gli obiettivi formativi e comunicativi prescelti.

PROGETTAZIONE
E’ importante definire una prima struttura dei contenuti. Capire se sono contenuti già esistenti e che necessitano solo di una rielaborazione o se sono da preparare ex novo, se è necessario acquisire immagini, filmati e animazioni, definire la struttura del prodotto e le logiche di navigazione.

REALIZZAZIONE
La fase di realizzazione prevede il passaggio dall’idea al prodotto. Definito il progetto, si passa alla preparazione dei singoli oggetti, testo, immagini, suoni, ecc…

VALIDAZIONE
Questa fase prevede la verifica del raggiungimento degli obiettivi definiti nella fase di analisi.
Vi sono tre metodi utili alla validazione di un’applicazione multimediale:
il controllo concomitante che monitora tutto il processo di realizzazione del progetto, in modo da intervenire qualora se ne presenti la necessità
il controllo consuntivo che si svolge alla fine del progetto e ne valuta la fruibilità e l’efficacia del prodotto.
il controllo a posteriori che valuta i risultati reali conseguiti con l’utilizzo dell’applicazione nei contesti a cui è stata destinata.

MICROPROGETTAZIONE
Quando si progetta un’opera multimediale non si tratta più di progettare un discorso sequenziale, così come si farebbe per un film o un romanzo, ma ci si deve porre un problema fondamentale di “relazione fra le parti”. Si tratta di progettare un labirinto, dove agli utenti è permesso di navigare e “perdersi”.
La prima fase indispensabile è porsi queste tre domande: A chi si comunica? Che cosa si comunica? Come si comunica?
Solo dopo aver risolto questi quesiti si potrà valutare obiettivamente come organizzare i contenuti per comunicare al meglio e realizzare uno strumento formativo efficace.
I progettisti di contenuti debbono inoltre chiedersi se stanno progettando dei contenuti da mettere sul web o in modalità off-line (su CD)

Le opere OFF-LINE sono caratterizzate da una precisa localizzazione fisica dei dati.il supporto fisico è un floppy, un cd o un DVD. Nella maggior parte dei casi, i titoli off-line sono opere “chiuse” che si esauriscono con la consultazione delle pagine esistenti sul supporto.

Le opere ON-LINE (siti internet)si caratterizzano come “aperte” alle modifiche e agli aggiornamenti e questo per l’utente rappresenta un aspetto vantaggioso.

LE GRIGLIE
La progettazione e la produzione dei contenuti on-line sono operazioni che richiedono numerose azioni e la collaborazione e il lavoro di più persone. Per gestire al meglio l’avanzamento della produzione al progettista, che non può ricordarsi tutto, è consigliabile l’utilizzo di alcuni strumenti di supporto, come le griglie.


Le griglie maggiormente utilizzate sono tre:
1) griglie di progettazione del livello sintetico
2) griglie di progettazione del livello analitico
3) griglie di testing

LA STRUTTURA
Quando si progetta un corso è fondamentale stabilire subito quale sarà il tipo di struttura (ossia l’insieme delle aree che costituiscono il multimedia) secondo la quale si articolerà il prodotto. Esistono diversi tipi di struttura tra i quali scegliere:
1) lineare
2) ad albero
3) a griglia
4) reticolare
5) a mappa
Nel primo i contenuti sono organizzati gerarchicamente, ogni documento è collegato al successivo, seguendo un ordine che è stabilito dall’autore e che l’utente-studente non può modificare, riducendo così il suo rischio di “naufragio” durante la navigazione.
Nel secondo le pagine si articolano come rami da un unico tronco e, grazie ai link, l’utente ha la possibilità di passare ad altri sottoramificazioni.
La struttura a griglia è costituita da una struttura orizzontale e verticale ed è sicuramente più adatta per i cataloghi e per conoscenze molto sistematiche.
La struttura a rete è un modello poco organizzato, ogni pagina è collegata a molte altre e quindi dà all’utente una maggiore autonomia di movimento nello spazio virtuale.
La struttura a mappa è invece organizzata in una mappa sensibile al clic del mouse e grazie alla sue suddivisione in aree, l’utente può spostarsi facilmente da un’area ad un’altra.

Stabilita la struttura si passa poi a stabilire l’INTERFACCIA, ossia l’elemento di intermediazione tra l’utente e il prodotto multimediale. Questa può essere di due tipi: EVOCATIVA e DIDASCALICA.
La prima è molto semplice, chiara e viene utilizzata soprattutto quando bisogna spiegare e argomentare, evitando così incomprensioni. La seconda è più adatta ad un utente che non ha paura delle nuove tecnologie, per il quale non tutto deve essere assolutamente scontato e logico.

Si è parlato di navigazione e collegamento tra le parti di un corso on-line, ma queste come avvengono?
L’utente “naviga” all’interno del progetto attraverso i link o hotwork. Questi possono essere di due tipi: TESTUALI (parole, frasi, immagini) e PROCEDURALI ( menu, pulsanti).

Tra gli strumenti utilizzati dal progettista del corso on-line ritroviamo il FLOWCHART.
Il flowchart si utilizza per rappresentare la strutturazione dei contenuti e per annotare su carta le pagine che formeranno il multimedia, a descrivere le relazioni tra le pagine e le possibilità di interazione dell’utente con le pagine del multimedia. Esso può essere disegnato a mano su grandi fogli o con gli strumenti di disegno di Word.
Un altro strumento che deve necessariamente essere utilizzato per la progettazione di un multimedia è lo STORYBOARD. Lo storyboard esprime visivamente ciò che il flowchart esprime gerarchicamente. Esso è il fulcro di un progetto multimediale ed è costituito da una successione di videate, ognuna delle quali rappresenta una situazione.
La realizzazione di un corso on-line richiede la collaborazione e il lavoro di diverse figure professionali, il cosiddetto TEAM. Esso è costituito da:

- un esperto dei contenuti
- un progettista
- un grafico
- un implementatore

Per far realizzare contenuti multimediali occorre una certa strumentazione. Tra gli strumenti utili ritroviamo:
- Processore Pll
- 256 Mb di memoria RAM
- Hard Disk di 40 GB
- Monitor
- Scanner

Nella parte “pratica” ci siamo collegati al sito internet http://www.progettotrio.it/, il portale della Formazione a Distanza della Regione Toscana. Ci siamo registrati come nuovi utenti e abbiamo scelto uno dei corsi attivati, precisamente un corso di Power Point Base, per vedere come è stato strutturato.

Ilenia F.







22 gennaio 2007

22/01 20a giornata

Docente: Italo Losero
RECAP sulla lezione precedente
La lezione odierna inizia con un'utile ricapitolazione dei passaggi che stiamo percorrendo nei lavori sul sito di content management e che ci portano alla costruzione di un corso
on-line (http://server.linkomm.net/amdel):
- 1° step: creazione di una singola pagina
- 2°step: abbiamo a disposizione un raccoglitore con più pagine (e quindi già parliamo di LO
- learning object, costituito da più schermate), creiamo dunque un LO
-3°step: costruiamo un corso (come insieme di più LO)
Non é fondamentale a questo livello l'elevata accuratezza nei contenuti ma l''importante é CAPIRE BENE I MECCANISMI.

Il docenta prosegue poi con IL PROCESSO DI STANDARDIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE IN RETE (vedere la presentazione in powerpoint per riferimenti)

ADL (Advance Distance learning), ente americano che ha creato come abbiamo visto lo standard o meglio detto modello SCORM, ha dunque il compito di creare la standardizzazione.
Il principio é il seguente:
- prendiamo oggetti di contenuto condivisibile in rete (i nostri LO)
- li assembliamo in un server, in tempo reale
- li mandiamo a chi ha bisogno di fare formazione e assistenza

LO SVILUPPO DEGLI STANDARD
Abbiamo precedentemente analizzato l'evoluzione della rete e dunque della comunicazione in rete e della formazione a distanza.
Per gli standard, assistiamo ad un medesimo meccanismo di sviluppo.
Passiamo da un oggetto didattico vincolato al programma che lo crea (PROCEDURALE, oggetto monolitico) ad un oggetto didattico basato su un MODELLO (SCORM sfrutta la potenzialità del WEB, prende oggetti sul WEB e li fa funzionare secondo regole didattiche).
Si parte dai bisogni degli utenti, su cui lavorano i laboratori di R&E (Ricerca e Sviluppo), nascono i primi consorzi di ditte (es: AICC, ARIADNE) che creano le SPECIFICHE TECNICHE, quindi i REFERENCE MODELS (messe insieme tutte le specifiche tecniche arriviamo a distinguere per casi), per poi giungere al livello più alto cioé agli STANDARDS accreditati (rilasciati da organismi ufficiali di standardizzazione). Per es, l'ISO é lo standard più elevato a livello mondiale.
Da ricordare però che esistono anche standards di fatto (l'HTML é uno di questi).
Con SCORM siamo arrivati al livello REFERENCE MODEL (non siamo obbligati ad usarlo ma ci stiamo avvicinando, infatti sarebbe più giusto parlare di LO che sono SCORM COMPLIANT (aderenti al reference model SCORM).
I primi a partire nella creazione degli standards sono quelli di AICC (Associazione di industrie che costruiscono aerei) che creano lo standard AICC.
Dall'AICC partono due direzioni (USA vs EUROPE): ADL da un lato ed il progetto europeo ARIADNE (che diventa poi una fondazione).
Lo standard AICC nasce prima ancora del DUBLIN CORE (metodo per "targare" gli oggetti nato per esigenze di catalogazione bibliografica e che prevede un set minimo di metadati da compilare per definire una risorsa).
Da ADL nasce poi SCORM (la prima versione é del 2001).
Le ditte più grandi creano un consorzio che si chiama IMS (sito di riferimento: http://www.imsproject.org/ mentre per ADLNET http://www.adlnet.org/), con l'obiettivo di ADOTTARE SCORM. Questo a livello americano.A livello europeo, viene studiato LOM metadata (Learning Object metadata).
Tutti questi studi confluiscono poi nel comitato LTSC (Learning Technology Standards Committee) e tutti tendono ad arrivare ad ISO (che dunque rilascerà una standardizzazione OBBLIGATORIA).

PERCHE' UN OGGETTO SIA SCORM deve essere STRUTTURATO così (riferimento: la slide di esemplificazione del docente):
1) "Guscio arancione", che ci dà indicazioni di run-time, fondamentali per il funzionamento
2) "Guscio blu", con i metadati (cioé i descrittori)
3) "Packaging", che indica come unire il tutto (zippiamo tutto quanto, normalmente con pkzip)

AGGREGAZIONE E CREAZIONE DI UN CORSO
In un corso, abbiamo dunque 3 livelli di aggregazione dati: partiamo dagli asset che insieme vanno a costituire un LO e più LO danno un CORSO COMPLETO.

Il modello di contenuti AUTODESK, ad es, sviluppa i corsi su 5 livelli di aggregazione:
- Oggetti di contenuto grezzo (testo, immagine,ecc)
- Oggetti di informazione riutilizzabile (assemblati di oggetti di contenuto grezzo, che costituizione un'informazione riutilizzabile)
- Oggetto di apprendimento (LO): oggetti che contengono 7 +/- oggetti di informazione riutilizzabile
- Lezione (insieme di LO)
- Corso (insieme di lezioni)

Un altro modello é il CISCO (dalla ditta che adotta anch'esso SCORM e poi decide di fare oggetti in un determinato modo).
La versione di SCORM che si utilizza normalmente per fare oggetti é SCORM 1.2 (siamo in realtà già arrivati alla versione 4.0 ma non supportata da una ricerca soddisfacente per poter consertire un utilizzo avanzato).

COME E' FATTO UN LO
Ha un PACKAGE che lo assembla (livello più esterno);
un file manifest (imsmanifest.xml, che é l'intelligenza del sistema);
tutto il resto (risorse fisiche)
Il FILE MAGNIFEST é composto da diverse zone:
- i metadati (i descrittori)
- organizations (la strutture di ciò che c'é)
- resources (risorse, descrive ogni singolo file)
- sub-manifest (serve per eventuali sotto-corsi)

APPLICAZIONE PRATICA
Finita la parte teorica, ci siamo poi addentrati nel lavoro sul sito di content management (x lavorare, http://server.linkomm.net/amdel/?info=gestione) per completare l'elaborazione di un LO sul nostro "animale fantastico" e poi passare alla assegnazione da parte del docente di un contenitore dove inserire più LO e arrivare dunque alla sperimentazione nella costruzione di un CORSO vero e proprio