27 febbraio 2007

27/02, 35a giornata

oggi abbiamo parlato di mobile learning.
i temi trattati e da trattare nelle prossime lezioni:
  • introduzione al M-Learning: come cambiano le relazioni tra metodo classico e E e M Learning
  • piattaforme per M-Learning: strumenti che servono per erogare un servizio di M-Learning
  • servizi: video, messaggi, condivisione lavagne, istant message
  • dispositivi: i terminali mobili, quali sono, i loro costi...
  • reti cellulari.: la tecnologia che permette di far arrivare i sevizi ai dispositivi.
Il M-Learning è complementare all'E-Learning ed una sua caratteristica peculiare consiste nella possibilità di fruirlo in qualsiasi luogo.
i contenuti sono gli stessi dell' E-Learning
caratteristiche positive:
  • portabilità
  • individualità
  • iterattività
  • connettività
  • anywhere, anytime
caratteristiche negative
  • memoria
  • display
  • connettività
  • soluzioni propietarie
  • cosi
  • sicurezza
  • evoluzione tecnologica
il M-Learning si appoggia alle piattaforme esistenti per l'E-Learning
i materiali didattici possono essere erogati in modi diversi a seconda del contenuto (Wap, Web, Voce, MMS...)

23 febbraio 2007

Lezione del 23 febbraio / 33° giornata

Il docente della lezione di oggi è Silvio Grosso.
La prima ora è stata dedicata a terminare e commentare la FASE 2 del Project Work; la classe si è divisa in gruppi, si sono evidenziate criticità e problematiche emerse e si sono proposte strategie per migliorare il lavoro nelle prossime settimane.

Allo scadere della prima ora Silvio ha presentato le chat, uno strumento che è molto di moda e può essere utilizzato anche per finalità educative, oltre che come svago.
In particolare abbiamo fatto conoscenza con “SecondLife” (www.secondlife.com oppure http://www.secondlifeitalia.com/ per l’edizione italiana, il cui
portale è attualmente in fase di costruzione), una delle chat più conosciute (fondato nel 2003, al momento è abitato da oltre 200.000 persone provenienti da tutto il mondo.). Le chat possono anche essere usate per simulare dei contesti di lavoro e mettere alla prova eventuali candidati in una selezione oppure per fare formazione.
L’avatar è il personaggio che scegliamo quando ci muoviamo all’interno di una chat, l’iscrizione è gratuita e quindi si può approfondire l’argomento iscrivendosi e visitandone una.

Si è tornati quindi al Project Work: ogni gruppo, attraverso il suo documentalista, ha presentato l’argomento scelto e i microcontent e ha esposto i punti di forza e punti deboli dell’esperienza appena terminata.
Silvio ha fatto uso di una lavagna virtuale (
http://cl1p.net/gruppiventi) per registrare le osservazioni più importanti emerse da questa discussione.
Tra quste:

  • Il senso di ansia che un po’ tutti i gruppi hanno provato in questa fase
  • Il lavoro è stato giudicato piuttosto impegnativo da tutti
  • Il forte senso di responsabilità che si sente nel momento in cui si capisce che il proprio compito è determinante per lo svolgimento dei compiti degli altri.
  • Lavorare in collaborazione aiuta a gestire i tempi (gestire cooperativamente i tempi)
  • L’importanza di ognuna delle 4 figure; l’assenza di una figura era immediatamente e pesantemente avvertita anche dagli altri.
  • L'autovalutazione aiuta ad avere una idea globale del lavoro. Stimola al miglioramento ed alla condivisione.

Intervallo: festa di compleanno; Berlucchi, dolcini e paste per tutti. Tanti auguri Maurizio.

Al ritorno dai bagordi Silvio ci ha illustrato meglio la prossima fase di lavoro del Project Work; ci siamo collegati tramite ftp allo spazio web che ogni gruppo ha a disposizione.
Per la connessione ftp si può utilizzare un programmino ftp freeware oppure anche un comune browser.
Un’altra operazione eseguita è stata quella di aprire un nuovo blog che utilizzeremo poi durante lo stage per tenere una sorta di diario di bordo.
Alcuni dei passaggi per creare un nuovo blog sono stati registrati grazie a Macromedia Captivate; questo ci ha fornito l’occasione di approfondire la nostra conoscenza di Captivate.
Si sono infatti passati in rassegna i vari settaggi del movie e dei diversi contenuti delle slides (caselle di testo e pulsanti).

20 febbraio 2007

Sintesi lezione del 20.02.2007

La lezione di oggi è stata condotta dalla Prof.ssa Maria Lucia Ercole ed ha riguardato, come la lezione precedente, la valutazione dei costi dell'e-learning. Dopo una breve rivisitazione delle slides utilizzate nella prima lezione, siamo passati ad analizzare quali sono le voci di spesa che incidono sulla scelta di adottare una strategia formativa a distanza in alternativa o ad integrazione di quella tradizionale in presenza. Nella seconda parte della lezione, suddivisi in gruppi, abbiamo svolto una esercitazione che prevedeva la rilevazione delle voci di costo e la valutazione della convenienza della formazione in e-learning.
Dopo avere discusso l'esercitazione svolta siamo passati ad un altro esercizio che includeva, a differenza del primo, il calcolo dello stipendio orario per corsista; abbiamo poi analizzato un altro caso, più articolato, che ci ha permesso di calcolare il ROI (il ritorno sull'investimento che analizzeremo in modo più approfondito nella prossima lezione).

19 febbraio 2007

19/2/07 a giornata..

Oggi il professore Losero ha fatto un confronto tra concetti ed ha evidenziato le differenze tra web 1.0 e web 2.0, per arrivare a parlare in maniera specifica del web 2.0.
ho riassunto la lezione in questo modo:
Il web1.o ha la caratteristica di avere un autore o un gruppo di autori.In esso non si può modificare l’informazione. Un esempio di sito web1.0 è quello dei quotidiani, dove si legge l’informazione ma non posso modificarla. Il contenuto è deciso e ha un autore statico. Il web2.o non è una nuova tecnologia, ma è un uso diverso delle tecnologie che già esistevano. Possiamo dire che una nuova visione della il web2.o non è una nuova tecnologia, ma è un uso diverso delle tecnologie che già esistevano. Possiamo dire che una nuova visione del web ed una rivoluzione nel modo di comunicare.
Nel web2 sono gli utenti che costruiscono, è dinamico. È importante in un contesto così flessibile marcare i contenuti attraverso i tag che servono appunto per descrivere ed identificare l’argomento. “End of the Software Release Cycle” che è lo che permette la ne permette l’usuabilità.
La web 2.0 ha presso una notebole crescita Il web 2.0 ha avuto una crescita notevole dal 2005, caratterizzata della sua “usuability”, “participation”, “economy”, “desing”, “convergence”, “standardization”…
Le pagine del web 2.0 sono costruite con diversi tecniche che permettono l’uso interattivo della pagina:
nella applicazione delle grafiche complesse si utilliizzano i termini:
· Rich: che me serve per aggiungere nuove cose alla pagina.
Esempio di Rich Internet Applications
http://www.netvibes.com/
http://www.google.com/ig

· Ajax: è lo che me permete di fare clic, cambiare la pagina.
· CSS: ci consentono di riparare il contenuto nella sola presentazione. es. http://www.csszengarden.com/, si puo vedere la separazione tra contenuto e presentazione, ci sono una serie di esempio in “html file e css file”
· Microformats: sono di semplice set, dove posso fare di aggregation formato di notizie.
Il sito di microformats, è un sito che spiega come usare gli elementi.
· Syndication and aggregation:
esempio: http://www.syndic8.com/
http://www.newsisfree.com/
· Folksonomies:
Esempio: http://del.icio.us/
http://www.flickr.com/
· Mashups: Interazione tra servizi di ‘siti’ diversi
Esempio: http://www.programmableweb.com/
Nella seconda parte della lezione dovevamo finire di lavorare nella piattaforma Claroline (reperibile all’indirizzo: http://utenti.linkomm.net/claroline/lms). dove deviamo finire il corso nella piattaforma che dovrà avere due parte:
1- sulla letteratura d’animale incredibile
2- importare il Object Learning della piattaforma Customizer.
guardate un po: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0
Ringrazio a tutti chi ha collaborato per concretare questo post e si ci sono di concetti sbagliati o di sintasi per piacere fate vostri commenti.
Buon corso a tutti!!

16 febbraio 2007

Lezione del 16 febbraio / 30° giornata

Nel corso della lezione odierna, tenuta dal professor Perissinotto, si è parlato principalmente degli Oggetti Autonomi di Apprendimento (OAA). Per prima cosa il professor Perissinotto ha sottolineato la differenza esistente tra i saperi sintetici ed i saperi analitici in cui è suddiviso un singolo OAA. Ci ha spiegato che, a differenza della didattica on line, la didattica d’aula si basa sull’oralità o su forme incrociate tra oralità e scrittura; che la sintassi dell’oralità, rispetto alla sintassi della scrittura, è molto più semplice e che l’oralità normalmente non è pianificata, si usano frasi brevi perché chi ascolta possa farlo in modo agevole. Non solo nella didattica on line ma anche nella didattica d’aula abbiamo due livelli: uno di sintesi ed uno di analisi. Se si vuole riproporre nella Fad una lezione d’aula, si deve tenere conto di questi due livelli. Ci ha poi spiegato che il termine “corso” offre molteplici significati ma deriva da “correre” e tutti i significati hanno in comune con “percorrere” la stessa etimologia: è quindi qualcosa che viene “percorso”. Pertanto il corso didattico è quindi un percorso orientato all’interno di un sapere in cui ogni unità di contenuto rappresenta il gradino su cui poggia il sapere successivo ed in cui il docente ha il ruolo di guida. Il percorso costituisce il livello sintetico - in un corso on line può essere rappresentato ad esempio dalle slides unite al commento del docente - che rinvia agli approfondimenti che rappresentano invece il livello dei saperi analitici, ovvero il livello delle risorse web e dei materiali esterni. I saperi sintetici sono quelli che evidenziano i saperi analitici con delle unità di contenuto: fra queste troviamo innanzitutto l’introduzione, che ha molta più importanza di quanto si possa pensare, ha un ruolo fondamentale; ci sono poi delle unità di contenuto (normalmente un OAA deve avere una durata media lineare di due ore) alle quali seguono una unità di bilancio, in cui è possibile recuperare quanto appreso nelle unità precedenti, ed infine una valutazione in uscita del percorso fatto: è questo il livello dei materiali originali. Si è proceduto successivamente allo svolgimento della esercitazione che prevedeva per ciascuno di noi la creazione di un singolo OAA, composto da una introduzione e tre unità di contenuto.

14 febbraio 2007

I blog dei venti

Ognuno dei 4 gruppi dovrebbe avere un blog realizzato dal segretario del gruppo.
Possiamo utilizzare questo post per notificarlo. I segretari possono pertanto pubblicare il link al loro blog inserendo un commento a questo post.
Una volta notificati gli url dei blog dei venti verranno indicati qui sotto:

13 febbraio 2007

Lezione 13/02 29° giornata

Il docente di oggi è Italo Losero.
Nella prima parte della lezione abbiamo visto il funzionamento della piattaforma Claroline (reperibile all'indirizzo: http://utenti.linkomm.net/claroline/lms).
Abbiamo visto nel dettaglio le parti che compongono la piattaforma quali: i percorsi didattici, il wiki, il calendario, i lavori, il forum e la chat.
La descrizione del corso: che contiene le informazioni generali sul corso scelto dall'utente.
Il Calendario: uno spazio che contiene tutti gli eventi a cui l'utente può partecipare
Gli Annunci: uno spazio simile alla bacheca in cui sono reperibili tutti i testi che possono essere letti dagli utenti
Il Forum: uno spazio in cui si può discutere liberamente del corso e di altri argomenti
e abbiamo visto cosa cambia nell'utilizzo della piattaforma quando si entra al suo interno come Utente esterno o come Gestore ( il Gestore può modificare alcune funzioni e caratteristiche della piattaforma mentre l'Utente non ha le stesse possibilità).
Nella seconda parte della lezione ognuno di noi ha creato un corso on-line (ha cioè realizzato un percorso didattico, degli esercizi, ha aperto un forum e pubblicato degli annunci utilizzando la piattaforma Claroline) su un argomento a propria scelta o sulla "letteratura sugli animali fantastici".
Ilenia F.

12 febbraio 2007

12/02 28a giornata

Il docente della lezione odierna è Emanuele Lana.

Nella prima parte della lezione il docente ha continuato ad illustrare la guida alla creazione di pagine per internet, trattando l’ultimo argomento relativo alle immagini .
Una pagina html può visualizzare le immagini, attraverso l’uso del tag “img” (dove al posto delle " bisogna inserire <>) e dell'attributo src , per cui si scriverà ad esempio img src="images/logo.jpg", dove jpg è il formato compresso dell’immagine. Le dimensioni di un’immagine possono essere misurate in pixel, cioè elementi puntiformi che compongono la rappresentazione dell’immagine stessa.
Le immagini e i testi di una pagina html sono contenuti in file diversi.
Riguardo al layout della pagina e alla disposizione sia di immagini sia di testi si può ricorrere all’utilizzo della tabella, la cui larghezza può essere assoluta (pixel) o in percentuale della pagina. I tag corrispondenti sono: tag “table”, tag “tr” (riga) e tag “td” (cella).
Nella seconda parte abbiamo utilizzato il software freeware NVU, un programma che consente di creare una pagina html senza dover scrivere il codice, cioè i tag. Abbiamo quindi lavorato alla realizzazione di un sito con una home page e dei collegamenti ad altre pagine web.
Il docente ha consigliato dei siti per la creazione di immagini di testo che si possono trovare all'indirizzo http://cl1p.net/amdel.
Successivamente abbiamo utilizzato il software freeware FILEZILLA (la guida si trova all’indirizzo URL di cui sopra) per la pubblicazione di pagine web da un sito locale, il proprio computer, al dominio.
Per ciascun gruppo del project work, il tutor ha creato un dominio a cui si può accedere solo attraverso un login e una password.
E’ importante ricordare che la responsabilità di ciò che è inserito nello spazio è di coloro che hanno creato lo spazio e quindi che lo possono gestire.

Ilenia B.

09 febbraio 2007

Lezione di oggi 9/02/07

Oggi parliamo del mercato dell'e-learning.La lezione di oggi è svolta dalla prof.ssa MariaLucia Ercole, insegnante di Economia Aziendale nei corsi per Tecnici della Gestione Aziendale presso un Istituto Professionale cittadino. Gli argomenti presi in esame sono il mercato della formazione a distanza e la valutazione dei costi dell’e-learning. Con la Prof.ssa Ercole passiamo in rassegna alcune slides che illustrano la crescita e le prospettive di sviluppo del mercato dell’e-learning nel mondo e in Italia. Altre diapositive descrivono, nel dettaglio, come e da chi viene utilizzata la formazione a distanza nel nostro paese. Analizziamo poi la tipologia dei corsi e-learning proposti e la loro utilizzazione nel settore del pubblico impiego e in azienda. Da rilevare le motivazioni e gli ostacoli all’adozione e alla strutturazione di progetti di formazione a distanza. Prima della pausa esploriamo alcuni siti che si occupano di e-learning e che offrono, gratuitamente, la possibilità di accedere a specifici corsi.
La seconda parte della giornata è dedicata agli aspetti economici e finanziari dell’e-learning. Abbiamo potuto confrontarci con le questioni legate al Break even point (punto di pareggio) e al Roi (ritorno di investimento) attraverso l’analisi dei costi delle varie fasi: progettazione, definizione risorse umane e materiali, erogazione e valutazione.

GRUPPO 2

A.M.D.E.L. weblog: ES TEMPI

05 febbraio 2007

Lezione 05/02 26°giornata

Nella lezione di oggi abbiamo rivisto i concetti di metadati e di Scorm.
Italo Losero ha desritto Assets, i Learning Object e i Content Aggregation.
Abbiamo inoltre visto le 9 categorie di L.O., che sono:
-General
-Lifecycle
-Metametadata
-Technical
-Educational
-Rights
-Relations
-Annotations
Per quanto riguarda i RIGHT, cioè i diritti, durante la lezione abbiamo visto Creative Commons (www.creativecommons.it). Le Creative Commons Public Licenses (CCPL) sono delle licenze di diritto d'autore che si basano sul principio de "alcuni diritti riservati".
Ci sono molti oggetti pubblicati in internet in questo modo.
Per trovare immagini od oggetti da utilizzare nei corsi, dobbiamo fare ricerche specifiche per trovare materiale di libero uso.
Ci sono strumenti che ci consentono di scrivere automaticamente i metadati ( ad es. Imse/visme, Aloha, Reggie Metadata Editor, Microsoft eLear, ecc.).
Nella seconda parte dela lezione abbiamo visto la piattaforma CLAROLINE( http://utenti.linkomm.net/claroline/lms), provando a creare un corso in ogni parte.

Poichè ho un pò di difficoltà a seguire questi argomenti, se ho dimenticato qualcosa o non ho ben espresso un concetto, vi chiedo di correggermi inserendo un commento.
A tutti ancora buon corso e buone lezioni.

02 febbraio 2007

Lezione 02/02 25giornata

La lezione di oggi è stata tenuta dalla docente Silvia Libergoliza ed è iniziata con una rapida ricapitolazione delle attività svolte in aula e degli argomenti trattati nella lezione del 9 gennaio scorso, in particolare dell’Esercitazione dal titolo “Seduti attorno ad un tavolo”: ad un tavolo sono seduti otto signori. Questi i loro nomi: Bianchi, Rossi, Terzi, Marcelli, Rovinati, Stella , Lodi, Marzi.
“
Uno di essi è molto giovane, uno è molto intelligente, uno è grande, uno è bello, uno è milionario, uno è cantante, uno è un imprenditore e uno è un economista. Il milionario siede di fronte al signor Rossi. Quello che è grande siede di fronte al signor Stella, il quale sta tra l’imprenditore e il signor Bianchi. Quello giovane sta di fronte al signor Rovinati, mentre il signor Marcelli siede alla sinistra dell’economista, che ha all’altro suo fianco il signor Terzi. Il cantante ha alla sua destra l’imprenditore che ha alla sua destra il signor intelligente. Il signor Marcelli ha di fronte il cantante. Il signor Marzi è alla sinistra del signor giovane”.
Due erano gli interrogativi posti alla classe (divisa dalla docente in 2 gruppi): come sono disposti i signori al tavolo e qual è la loro rispettiva qualifica (alto, bello, imprenditore, economista, ecc?
Scopo dell’esercitazione era: far capire alla classe come si svolge un lavoro d’èquipe e creare delle dinamiche di gruppo.
Dopo questo breve riassunto si è passati alle Esercitazioni previste per questa ultima lezione sul cooperative learning (per svolgere al meglio le prove, la classe è stata nuovamente divisa in due gruppi e parte del lavoro è reperibile a questo link:
http://docs.google.com/View?docid=dfh253ff_6cqq9vb ) e ad una breve descrizione del “Project Work”, che rappresenterà il nostro lavoro di “Tesi” per l’esame finale che si terrà a giugno.

Il Project Work on line consiste in un lavoro a progetto da svolgersi on-line in gruppi di lavoro basati sul cooperative learning. Pertanto dovranno essere creati 4 gruppi di lavoro. Ciascun gruppo dovrà essere composto da 3-4 persone. Ogni gruppo avrà un proprio specifico obiettivo che consiste nel realizzare la macro-progettazione di un percorso di formazione, la micro-progettazione di un modulo in formazione a distanza e un oggetto autonomo di apprendimento (OAA). Il lavoro di gruppo dovrà essere svolto dal 2 febbraio 2007 al 11 giugno 2007. Ogni gruppo avrà a disposizione gli strumenti offerti dalla piattaforma FAD Maestra, e gli strumenti del web 2.0 trattati durante il corso per lo svolgimento del proprio compito. Il Project Work on line dovrà portare al raggiungimento dei seguenti obiettivi:
1) Ogni gruppo di lavoro dovrà realizzare un progetto di un percorso di formazione a distanza.
2) Per ognuno dei 4 ruoli cooperativi per la gestione di un gruppo on line dovrà essere realizzato un documento che contenga una serie di buone norme per la gestione del ruolo.
Ogni gruppo di lavoro dovrà essere gestito in maniera cooperativa. Per questo motivo i quattro partecipanti al gruppo dovranno acquisire un ruolo collaborativo durante il lavoro. I ruoli sono: cronometrista, segretario, documentalista e gestore della comunicazione. Ciascun gruppo potrà scegliere l'argomento che dovrà essere trattato dal corso che progetterà e ciascun gruppo potrà definire al proprio interno quale ruolo cooperativo assumerà ciascun partecipante al gruppo. Ogni gruppo assumerà il nome di un vento a scelta tra Libeccio, Grecale, Scirocco e Maestrale. Ogni gruppo dovrà elaborare un documento (utilizzando google docs) nel quale verranno indicate le competenze tipiche di ciascuno dei quattro ruoli cooperativi proposti. I quattro gruppi si riuniranno per poter cooperativamente decidere quale membro del gruppo associare in base all’autovalutazione delle proprie competenze a ciascun ruolo.
Ilenia F.

ES TEMPI

In questo posto possiamo pubblicare come commento i link ai lavori realizzati durante lo svolgimento dell'esercitazione ES TEMPI dai tre gruppi.

Ecco i link dei tre lavori:

GRUPPO 1

GRUPPO 2

GRUPPO 3

30 gennaio 2007

30/01 24a giornata

La lezione odierna, tenuta dal nostro tutor silvio grosso,suddivisa come sempre in due parti, ha riguardato la creazione di un account come gestore-tutor sulla piattaforma maestra e l’istallazione ed il successivo utilizzo di del software Captivate.
Prima di tutto però abbiamo visitato il sito http://cl1p.net, condivisibile all’url http://cl1p.net/amdel, utile per creare uno spazio personale, una sorta di lavagnetta, dove poter condividere appunti e scambiarsi indirizzi consigliati dagli utenti stessi.
Diventare manager in piattaforma è il primo argomento trattato da Silvio grosso. Dopo mesi trascorsi in piattaforma Maestra in qualità di discenti, oggi creiamo un nuovo corso denominato AMDEL2, attraverso il quale potremo acquisire nuovi strumenti formativi, creare un nuovo corso on-line e modificare personalmente i contenuti delle lezioni. Per queste operazioni non è necessario essere un tecnico o un esperto del settore, ma bisogna conoscere gli argomenti, saperli strutturare e gestirli al meglio. Per poter sperimentare le nostre capacità usufruiremo di uno spazio specifico detto Sand Box, uno spazio dove poter provare gli strumenti e cercare di comprenderne l’utilizzo.
Entriamo in Maestra, in crea corso, compiliamo la tabella di riferimento con nome, descrizione, obiettivi, metodologia,valutazione,sede, durata, periodo, ente, aspetto, etc. Abbiamo creato Amdel 2, passiamo ad inserire gli allievi, importandoli con un file CSV (file di testo che separa con le virgole e che contiene un’insieme di elementi suddivisi con una tabella excel); entriamo nella sezione gestione utenti e ci iscriviamo come tutor.
Ora che il corso è nato passiamo ad individuare le principali differenze che intercorrono tra un utilizzo in qualità di utente ed uno in qualità di gestore della piattaforma.
Nello spazio comunicazione-forum possiamo creare un nuovo forum, la posta invece non presenta sostanziali differenze. In strumenti scopriamo che possiamo inserire una news e in registro abbiamo la possibilità di creare personalmente dei gruppi utenti. La sezione didattica-lezioni ci permette di immettere le lezioni che intendiamo proporre, andando in amministrazione-gestione lezioni inseriamo ed attiviamo una nuova lezione, torniamo in didattica, apriamo lezioni e troviamo i nostri nuovi contenuti. Sempre in didattica, ma nell’area riservata alla valutazione constatiamo che possiamo creare anche dei nuovi test attitudinali e di verifica. Il viaggio nella piattaforma continua con l’esplorazione del settore documentazione, entriamo nello zaino e ci accorgiamo che possiamo controllare cosa c’è negli zaini di tutti gli studenti. In ultimo diamo un’occhiata a strumenti-monitor attività che ci permette di verificare e valutare gli effettivi accessi degli utenti in piattaforma, la posta inviata e quella letta.
L’esercitazione ha avuto uno scopo introduttivo per quelle che dovranno essere le nostre future competenze come amministratori in e-learning e, in un certo senso, è stata anche una sorta di verifica pratica di quelle che sono state le nostre attività e in qualità di utenti.

Dopo una dovuta pausa di circa sei minuti e ventitré secondi… Silvio ci ha presentato un interessante programma, molto utile per la creazione di materiali didattici: Captivate.
Questo software svolge principalmente quattro funzioni specifiche: cattura dei video, creazione di materiale originale, creazione di test/quiz e slide show in flash(filmati, didascalie e fotografie).
Abbiamo installato e aperto macromedia captivate, siamo entrati nella finestra applicazione e abbiamo creato un breve e semplice filmato sull’utilizzo della didascalia formato di Microsoft Word. Dopo la registrazione abbiamo visionato il nostro formato in preview e attraverso la sezione insert ne abbiamo modificato alcuni aspetti come: la timeline delle slide, l’impaginazione, l’aspetto i caratteri e le eventuali animazioni. Dopo aver creato e modificato il nostro filmato lo abbiamo pubblicato e salvato in Amdel. Come ultima operazione ci siamo dedicati all’ import movie di Captivate, bisogna semplicemente sapere da dove estrarre i filmati e di conseguenza importarli.
Mi rendo conto che scrivere e descrivere l’utilizzo di strumenti on-line senza supporti grafici e senza poterli avere “sotto mano” possa portare alla realizzazione di una sintesi non sempre chiara ed esaustiva. Voglio però confermare, da parte mia e credo di tutta la classe, quanto la lezione odierna sia stata interessante e utile sotto tutti i punti di vista.

27 gennaio 2007

26/01 22a giornata

Durante la lezione di Alessandro Perissinotto abbiamo visto varie tipologie di quiz e di prove strutturate e abbiamo imparato ad usare il programma HOT POTATOES, uno strumento per formare i test.
Abbiamo conosciuto varie tipologie di quiz con le:
DOMANDE AD ORDINAMENTO: servono soprattutto per la verifica delle capacità di ricostruire sequenze temporali o causali.
DOMANDE AD ABBINAMENTO: si utilizzano per verificare la capacità di ragionamento e di apprendimento e si basano sulla possibilità di abbinare un termine ad un altro.
DOMANDE A RIEMPIMENTO: possono essere utilizzate per ogni tipo di verifica, si usano nel caso in cui la risposta attesa deve essere conosciuta a priori dallo studente e non riconosciuta all’interno di una serie di suggerimenti. La risposta può essere testuale o numerica.
Hot potatoes è un software per la realizzazione di questionario da mettere on-line, non è l’unico strumento per formare i test ma è uno strumento flessibile, semplice ed economico. Esso ci da la possibilità di creare cruciverba, quiz, domande a riempimento, ad ordinamento e a congiunzione. Servono soprattutto per la verifica delle capacità di ricostruire sequenze temporali o casuali.

Durante la lezione abbiamo imparato ad usare JMATCH, JMIX, JCLOZE, JCROSS, e JQUIZ. Abbiamo fatto due esercizi, imparando a fare i quiz con le domande a scelta multipla tramite JMATCH. In seguito abbiamo usato JMIX facendo le domande a riempimento e poi JCLOZE facendo pure gli esercizi e uno doveva essere di matematica.
Le prove di hot potatoes possono essere costruite in una piattaforma da utilizzare in ambito locale. La piattaforma Maestra non è ancora in grado di avere questo programma.
DIDATTICA MULTIMEDIALE A OGGETTI Per noi la didattica sembra un insegnamento modullare, negli anni 60 però non si parlava ancora dell’insegnamento modullare, questo è venuto fuori con evolversi della società. La necessità della formazione è diventata costante, si parla sempre della formazione permanente. È cambiato anche il quadro della formazione. Le aziende hanno scaricato l’obbligo della formazione sulla comunità europea, sulle regioni. JUST IN TIME (solo nel momento giusto) formazione solo quando serve e solo quello che serve. Siamo costretti a ridurre il sapere solo nei blocchi, spendibili in maniera indipendente.
OGGETTO AUTONOMO DI APPRENDIMENTO. (OAA) La differenza tra un oggetto autonomo e no è come tra un episodio e una puntata. Abbiamo visto le difficoltà per creare i test di valutazione in entrata. È molto più facile costruire un test di valutazione in uscita perché sappiamo le competenze. Abbiamo cercato due domande a scelta multipla sui prerequisiti. L’ultima funzionalità di HP serve per creare i cruciverba. Abbiamo fatto i cruciverba sulla cultura francese. Così abbiamo imparato ad usare varie funzioni del programma HOT POTATOES: JCLOZE (creare item a completamento)
JMatch(creare item a corrispondenza)
JQuiz(creare item a scelta multipla; il caso vero falso rientra nella possibilità di sole due scelte multiple)
JCross(creare item centrati sulle parole crociate)
JMix(creare item di riordinamento).

23 gennaio 2007

23/01 21a giornata

La lezione di oggi è stata tenuta dalla docente Roberta Volpato ed è iniziata con una rapida ricapitolazione degli argomenti della volta scorsa: i Materiali da utilizzare per un progetto di formazione a distanza, distinti in materiali presenti in rete e materiali originali (creati da zero), che devono essere modulari, autonomi e soprattutto ben strutturati attraverso un modello sintetico (lezione tradizionale d’aula) e un modello analitico (studio individuale e attività di approfondimento); livelli che insieme costituiscono i cosiddetti OAA (Oggetti Autonomi di Apprendimento). Dopo questa breve “parentesi” si è passati all’argomento del giorno, la “Progettazione” dei corsi on-line.

La PROGETTAZIONE richiede uno studio attento in termini di sforzi e risultati ed è un processo piuttosto complesso che si articola in diverse fasi:
1) definizione degli obiettivi
2) definizione del target
3) valutazione del budget (così da non allontanarsi dalle aspettative del committente)
4) definizione delle modalità di e-learning da adottare
5) individuazione delle forme di comunicazione e collaborazione da attivare
6) scelta della piattaforma
7) eventuale adattamento della piattaforma alle necessità del percorso formativo
8) individuazione dei contenuti
9) organizzazione dei contenuti
10) individuazione degli oggetti multimediali da utilizzare
I punti su cui ci siamo soffermati maggiormente sono stati l’8, il 9 e il 10 relativi ai contenuti.

L’ANALISI DEI BISOGNI
La prima cosa che bisogna fare nella progettazione è l’Analisi dei bisogni formativi.
I bisogni formativi possono essere di due tipi: bisogni oggettivi, che riguardano i committenti e bisogni soggettivi, che si riferiscono ai soggetti cui è destinato l’intervento formativo.
I bisogni oggettivi individuati dalla committenza, non si riducono ad un elenco di compiti che i diversi soggetti presenti nell’organizzazione dovranno essere in grado di svolgere, ma devono riguardare il futuro dell’organizzazione.
L’analisi dei bisogni soggettivi consiste nel definire il pubblico a cui si rivolge l’intervento formativo e nell’analizzare i bisogni dei soggetti che sono realmente coinvolti nell’intervento. Questo tipo di analisi si può effettuare con un questionario o un’intervista.

LO STUDIO DI FATTIBILITA’
Lo studio di fattibilità è un processo di analisi che consente al progettista di definire se l’organizzazione in cui dovrà attuarsi l’intervento formativo presenta le condizioni necessarie allo scopo (investimenti economici adeguati, presenza di un contesto culturale adatto, scelta di contenuti che possono essere efficacemente trasmessi on-line).

MACROPROGETTAZIONE
Dopo aver valutato attentamente i 10 punti della progettazione ed essersi soffermati soprattutto sugli ultimi tre (individuazione dei contenuti, organizzazione dei contenuti e individuazione degli oggetti multimediali), occorre passare alle cosiddette “Fasi Operative”: IDEA, PROGETTAZIONE, REALIZZAZIONE, VALIDAZIONE.
La stesura di un progetto è un passaggio fondamentale nel lavoro di produzione di un multimedia. Essa serve al progettista, al team di lavoro e ancor di più al committente che deve aver subito un’idea del prodotto che verrà realizzato.

IDEA
Partendo da un’idea si devono delineare gli obiettivi del progetto, tenendo in considerazione il target, il tipo di prodotto che si andrà a realizzare, il tipo di fruizione ipotizzata e gli obiettivi formativi e comunicativi prescelti.

PROGETTAZIONE
E’ importante definire una prima struttura dei contenuti. Capire se sono contenuti già esistenti e che necessitano solo di una rielaborazione o se sono da preparare ex novo, se è necessario acquisire immagini, filmati e animazioni, definire la struttura del prodotto e le logiche di navigazione.

REALIZZAZIONE
La fase di realizzazione prevede il passaggio dall’idea al prodotto. Definito il progetto, si passa alla preparazione dei singoli oggetti, testo, immagini, suoni, ecc…

VALIDAZIONE
Questa fase prevede la verifica del raggiungimento degli obiettivi definiti nella fase di analisi.
Vi sono tre metodi utili alla validazione di un’applicazione multimediale:
il controllo concomitante che monitora tutto il processo di realizzazione del progetto, in modo da intervenire qualora se ne presenti la necessità
il controllo consuntivo che si svolge alla fine del progetto e ne valuta la fruibilità e l’efficacia del prodotto.
il controllo a posteriori che valuta i risultati reali conseguiti con l’utilizzo dell’applicazione nei contesti a cui è stata destinata.

MICROPROGETTAZIONE
Quando si progetta un’opera multimediale non si tratta più di progettare un discorso sequenziale, così come si farebbe per un film o un romanzo, ma ci si deve porre un problema fondamentale di “relazione fra le parti”. Si tratta di progettare un labirinto, dove agli utenti è permesso di navigare e “perdersi”.
La prima fase indispensabile è porsi queste tre domande: A chi si comunica? Che cosa si comunica? Come si comunica?
Solo dopo aver risolto questi quesiti si potrà valutare obiettivamente come organizzare i contenuti per comunicare al meglio e realizzare uno strumento formativo efficace.
I progettisti di contenuti debbono inoltre chiedersi se stanno progettando dei contenuti da mettere sul web o in modalità off-line (su CD)

Le opere OFF-LINE sono caratterizzate da una precisa localizzazione fisica dei dati.il supporto fisico è un floppy, un cd o un DVD. Nella maggior parte dei casi, i titoli off-line sono opere “chiuse” che si esauriscono con la consultazione delle pagine esistenti sul supporto.

Le opere ON-LINE (siti internet)si caratterizzano come “aperte” alle modifiche e agli aggiornamenti e questo per l’utente rappresenta un aspetto vantaggioso.

LE GRIGLIE
La progettazione e la produzione dei contenuti on-line sono operazioni che richiedono numerose azioni e la collaborazione e il lavoro di più persone. Per gestire al meglio l’avanzamento della produzione al progettista, che non può ricordarsi tutto, è consigliabile l’utilizzo di alcuni strumenti di supporto, come le griglie.


Le griglie maggiormente utilizzate sono tre:
1) griglie di progettazione del livello sintetico
2) griglie di progettazione del livello analitico
3) griglie di testing

LA STRUTTURA
Quando si progetta un corso è fondamentale stabilire subito quale sarà il tipo di struttura (ossia l’insieme delle aree che costituiscono il multimedia) secondo la quale si articolerà il prodotto. Esistono diversi tipi di struttura tra i quali scegliere:
1) lineare
2) ad albero
3) a griglia
4) reticolare
5) a mappa
Nel primo i contenuti sono organizzati gerarchicamente, ogni documento è collegato al successivo, seguendo un ordine che è stabilito dall’autore e che l’utente-studente non può modificare, riducendo così il suo rischio di “naufragio” durante la navigazione.
Nel secondo le pagine si articolano come rami da un unico tronco e, grazie ai link, l’utente ha la possibilità di passare ad altri sottoramificazioni.
La struttura a griglia è costituita da una struttura orizzontale e verticale ed è sicuramente più adatta per i cataloghi e per conoscenze molto sistematiche.
La struttura a rete è un modello poco organizzato, ogni pagina è collegata a molte altre e quindi dà all’utente una maggiore autonomia di movimento nello spazio virtuale.
La struttura a mappa è invece organizzata in una mappa sensibile al clic del mouse e grazie alla sue suddivisione in aree, l’utente può spostarsi facilmente da un’area ad un’altra.

Stabilita la struttura si passa poi a stabilire l’INTERFACCIA, ossia l’elemento di intermediazione tra l’utente e il prodotto multimediale. Questa può essere di due tipi: EVOCATIVA e DIDASCALICA.
La prima è molto semplice, chiara e viene utilizzata soprattutto quando bisogna spiegare e argomentare, evitando così incomprensioni. La seconda è più adatta ad un utente che non ha paura delle nuove tecnologie, per il quale non tutto deve essere assolutamente scontato e logico.

Si è parlato di navigazione e collegamento tra le parti di un corso on-line, ma queste come avvengono?
L’utente “naviga” all’interno del progetto attraverso i link o hotwork. Questi possono essere di due tipi: TESTUALI (parole, frasi, immagini) e PROCEDURALI ( menu, pulsanti).

Tra gli strumenti utilizzati dal progettista del corso on-line ritroviamo il FLOWCHART.
Il flowchart si utilizza per rappresentare la strutturazione dei contenuti e per annotare su carta le pagine che formeranno il multimedia, a descrivere le relazioni tra le pagine e le possibilità di interazione dell’utente con le pagine del multimedia. Esso può essere disegnato a mano su grandi fogli o con gli strumenti di disegno di Word.
Un altro strumento che deve necessariamente essere utilizzato per la progettazione di un multimedia è lo STORYBOARD. Lo storyboard esprime visivamente ciò che il flowchart esprime gerarchicamente. Esso è il fulcro di un progetto multimediale ed è costituito da una successione di videate, ognuna delle quali rappresenta una situazione.
La realizzazione di un corso on-line richiede la collaborazione e il lavoro di diverse figure professionali, il cosiddetto TEAM. Esso è costituito da:

- un esperto dei contenuti
- un progettista
- un grafico
- un implementatore

Per far realizzare contenuti multimediali occorre una certa strumentazione. Tra gli strumenti utili ritroviamo:
- Processore Pll
- 256 Mb di memoria RAM
- Hard Disk di 40 GB
- Monitor
- Scanner

Nella parte “pratica” ci siamo collegati al sito internet http://www.progettotrio.it/, il portale della Formazione a Distanza della Regione Toscana. Ci siamo registrati come nuovi utenti e abbiamo scelto uno dei corsi attivati, precisamente un corso di Power Point Base, per vedere come è stato strutturato.

Ilenia F.







22 gennaio 2007

22/01 20a giornata

Docente: Italo Losero
RECAP sulla lezione precedente
La lezione odierna inizia con un'utile ricapitolazione dei passaggi che stiamo percorrendo nei lavori sul sito di content management e che ci portano alla costruzione di un corso
on-line (http://server.linkomm.net/amdel):
- 1° step: creazione di una singola pagina
- 2°step: abbiamo a disposizione un raccoglitore con più pagine (e quindi già parliamo di LO
- learning object, costituito da più schermate), creiamo dunque un LO
-3°step: costruiamo un corso (come insieme di più LO)
Non é fondamentale a questo livello l'elevata accuratezza nei contenuti ma l''importante é CAPIRE BENE I MECCANISMI.

Il docenta prosegue poi con IL PROCESSO DI STANDARDIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE IN RETE (vedere la presentazione in powerpoint per riferimenti)

ADL (Advance Distance learning), ente americano che ha creato come abbiamo visto lo standard o meglio detto modello SCORM, ha dunque il compito di creare la standardizzazione.
Il principio é il seguente:
- prendiamo oggetti di contenuto condivisibile in rete (i nostri LO)
- li assembliamo in un server, in tempo reale
- li mandiamo a chi ha bisogno di fare formazione e assistenza

LO SVILUPPO DEGLI STANDARD
Abbiamo precedentemente analizzato l'evoluzione della rete e dunque della comunicazione in rete e della formazione a distanza.
Per gli standard, assistiamo ad un medesimo meccanismo di sviluppo.
Passiamo da un oggetto didattico vincolato al programma che lo crea (PROCEDURALE, oggetto monolitico) ad un oggetto didattico basato su un MODELLO (SCORM sfrutta la potenzialità del WEB, prende oggetti sul WEB e li fa funzionare secondo regole didattiche).
Si parte dai bisogni degli utenti, su cui lavorano i laboratori di R&E (Ricerca e Sviluppo), nascono i primi consorzi di ditte (es: AICC, ARIADNE) che creano le SPECIFICHE TECNICHE, quindi i REFERENCE MODELS (messe insieme tutte le specifiche tecniche arriviamo a distinguere per casi), per poi giungere al livello più alto cioé agli STANDARDS accreditati (rilasciati da organismi ufficiali di standardizzazione). Per es, l'ISO é lo standard più elevato a livello mondiale.
Da ricordare però che esistono anche standards di fatto (l'HTML é uno di questi).
Con SCORM siamo arrivati al livello REFERENCE MODEL (non siamo obbligati ad usarlo ma ci stiamo avvicinando, infatti sarebbe più giusto parlare di LO che sono SCORM COMPLIANT (aderenti al reference model SCORM).
I primi a partire nella creazione degli standards sono quelli di AICC (Associazione di industrie che costruiscono aerei) che creano lo standard AICC.
Dall'AICC partono due direzioni (USA vs EUROPE): ADL da un lato ed il progetto europeo ARIADNE (che diventa poi una fondazione).
Lo standard AICC nasce prima ancora del DUBLIN CORE (metodo per "targare" gli oggetti nato per esigenze di catalogazione bibliografica e che prevede un set minimo di metadati da compilare per definire una risorsa).
Da ADL nasce poi SCORM (la prima versione é del 2001).
Le ditte più grandi creano un consorzio che si chiama IMS (sito di riferimento: http://www.imsproject.org/ mentre per ADLNET http://www.adlnet.org/), con l'obiettivo di ADOTTARE SCORM. Questo a livello americano.A livello europeo, viene studiato LOM metadata (Learning Object metadata).
Tutti questi studi confluiscono poi nel comitato LTSC (Learning Technology Standards Committee) e tutti tendono ad arrivare ad ISO (che dunque rilascerà una standardizzazione OBBLIGATORIA).

PERCHE' UN OGGETTO SIA SCORM deve essere STRUTTURATO così (riferimento: la slide di esemplificazione del docente):
1) "Guscio arancione", che ci dà indicazioni di run-time, fondamentali per il funzionamento
2) "Guscio blu", con i metadati (cioé i descrittori)
3) "Packaging", che indica come unire il tutto (zippiamo tutto quanto, normalmente con pkzip)

AGGREGAZIONE E CREAZIONE DI UN CORSO
In un corso, abbiamo dunque 3 livelli di aggregazione dati: partiamo dagli asset che insieme vanno a costituire un LO e più LO danno un CORSO COMPLETO.

Il modello di contenuti AUTODESK, ad es, sviluppa i corsi su 5 livelli di aggregazione:
- Oggetti di contenuto grezzo (testo, immagine,ecc)
- Oggetti di informazione riutilizzabile (assemblati di oggetti di contenuto grezzo, che costituizione un'informazione riutilizzabile)
- Oggetto di apprendimento (LO): oggetti che contengono 7 +/- oggetti di informazione riutilizzabile
- Lezione (insieme di LO)
- Corso (insieme di lezioni)

Un altro modello é il CISCO (dalla ditta che adotta anch'esso SCORM e poi decide di fare oggetti in un determinato modo).
La versione di SCORM che si utilizza normalmente per fare oggetti é SCORM 1.2 (siamo in realtà già arrivati alla versione 4.0 ma non supportata da una ricerca soddisfacente per poter consertire un utilizzo avanzato).

COME E' FATTO UN LO
Ha un PACKAGE che lo assembla (livello più esterno);
un file manifest (imsmanifest.xml, che é l'intelligenza del sistema);
tutto il resto (risorse fisiche)
Il FILE MAGNIFEST é composto da diverse zone:
- i metadati (i descrittori)
- organizations (la strutture di ciò che c'é)
- resources (risorse, descrive ogni singolo file)
- sub-manifest (serve per eventuali sotto-corsi)

APPLICAZIONE PRATICA
Finita la parte teorica, ci siamo poi addentrati nel lavoro sul sito di content management (x lavorare, http://server.linkomm.net/amdel/?info=gestione) per completare l'elaborazione di un LO sul nostro "animale fantastico" e poi passare alla assegnazione da parte del docente di un contenitore dove inserire più LO e arrivare dunque alla sperimentazione nella costruzione di un CORSO vero e proprio

16/01 18a giornata

Lezione del 16.01.2007

La lezione di oggi è svolta dal Prof. Alessandro Perissinotto, docente di Teorie e Tecniche delle Comunicazioni di Massa presso la Facoltà di Scienze della Formazione di Torino, nonché giornalista e scrittore. L’argomento riguarda la valutazione e, in particolare, le prove strutturate ed il loro uso nell’E-learning. Le prove strutturate, spesso contestate in termini di efficacia e funzionalità, rappresentano una modalità di valutazione oggettiva e indipendente da fattori discrezionali (relazioni interpersonali o umore, disponibilità e concentrazione del docente) o variabili legate alla situazione (appelli affollati, problemi tecnici).
Questa modalità di valutazione consente sostanzialmente agli studenti di essere messi nella stessa condizione di partenza e di non essere penalizzati da episodi e pre-giudizi. Le prove strutturate non sono utilizzate soltanto per verificare l’apprendimento all’interno di un percorso formativo ma rappresentano una delle modalità di selezione per l’accesso a corsi a numero chiuso o a concorsi per incarichi pubblici o privati. Esiste, quindi, da parte di chi predispone e somministra le prove, una responsabilità verso le persone e la società nel suo complesso soprattutto quando l’esito può determinare le scelte e il futuro delle persone. La scelta di operare con prove strutturate, inoltre, riduce sensibilmente l’arbitrarietà e il conseguente rischio di esposizione a ricorsi da parte di candidati esclusi.
Le prove strutturate nell’e-learning consentono anche di incidere sul ROI (ritorno di investimento) in quanto ogni procedura automatizzata costituisce di per sé una parte che può essere riutilizzata e riproposta (opportunamente adattata). Si può riscontrare l’utilità e l’appropriatezza delle prove strutturate non solo nella valutazione del livello di apprendimento, in itinere o finale, ma anche in una differente concezione dell’intervento formativo che non è solo basato su criteri di risultato, ma in rapporto a criteri di possibilità e potenzialità iniziali.
Per rispondere in modo efficace e oggettivo ai bisogni valutativi, occorre che le prove strutturate siano elaborate con modalità che escludano o riducano al massimo l’eventualità di risposte di tipo nozionistico. La seconda parte dell’intervento ha previsto, come esercizio, l’elaborazione di prove strutturate che tenessero conto delle indicazioni fornite dal Prof. Perissinotto. Le slides relative alle prove strutturate e all’esercizio sono reperibili nella bacheca della piattaforma “Maestra”.

20 gennaio 2007

19/01 19a giornata

Il tutoring online profilo professionale, compiti e competenze. – Professoressa Barbara Bruschi

Quella del tutor online è una figura chiave nella formazione a distanza ed è una figura complessa e sfaccettata, non facile da definire anche a causa dei differenti contesti e-learning in cui si può trovare ad operare.
Carl Rogers, alla fine degli anni ’60, parla di “facilitatore dell’apprendimento” in riferimento alle modalità secondo cui dovrebbe operare un insegnante e questa è chiaramente una visione innovativa in quanto mette al centro dell’apprendimento il discente sostenendo che compito prioritario del docente è di predisporre un clima adatto tra i soggetti che appartengono ad una medesima classe, favorirne la collaborazione e non ultimo stimolare la loro curiosità e desiderio di approfondimento.
Diventa quindi centrale nel processo di apprendimento lo “scaffolding”, una sorta di sostegno umano, tecnico e organizzativo che l’ambiente di apprendimento deve fornire all’allievo.
Come accennato in precedenza non è possibile pensare al tutor online come a una figura univoca, il suo profilo dipende da una molteplicità di fattori ed è per questo che sono state effettuate diverse categorizzazioni di tale figura.
Cominciamo con l’analisi di quella maggiormente nota, ossia quella del Tutor Istruttore.
Si tratta del tutor per antonomasia in quanto è la figura più diffusa nelle realtà formative e i suoi contributi spaziano dal fornire informazioni generali sul corso ai contenuti disciplinari organizzati in forma di slide, schemi, documenti, fino alle indicazioni per orientare il discente nella ricerca di materiali online e alla creazione di strumenti per l’autovalutazione degli studenti. Oltre a questo il tutor Istruttore deve comunque fornire un sostegno agli studenti, deve cioè essere in grado di anticipare le difficoltà, stimolare il lavoro collaborativo e le interazioni. Un’altra figura è quella del Tutor Facilitatore, che opera principalmente sul piano delle interazioni con i discenti. Per ciò che attiene le competenze che devono essere in possesso dal facilitatore, una valida indicazione giunge da Shepherd, il quale ha formulato il seguente elenco:
saper porre agli studenti le domande giuste al momento giusto;
saper osservare cosa fanno gli studenti e saper ascoltare le loro istanze;
saper produrre un feedback veloce e appropriato rispetto alle richieste degli studenti;
saper sostenere l’attività degli studenti sul piano operativo;
saper incoraggiare gli studenti sul piano motivazionale;
saper “monitorare” la situazione per capire se, quando e come intervenire;
oltre a rispondere a richieste specifiche di chiarimento, il Tutor Facilitatore si occupa di garantire il rispetto della netiquette nelle comunicazioni tra gli allievi, di animare la discussione qualora non si riscontri un’adeguata partecipazione ai forum e di far rispettare i tempi nello sviluppo di un'attività in rete. Inoltre tra le sue principali capacità deve esserci quella di saper porre agli studenti le domande giuste al momento giusto.
Infine ecco la figura del Tutor Animatore/Moderatore; non è sempre facile giungere ad una distinzione precisa tra il ruolo del tutor facilitatore e quello del moderatore/animatore in quanto, sul piano pratico, sono molteplici le intersezioni tra le due modalità di intervento. Ciò che distingue in maniera netta le due tipologie di tutorship è essenzialmente la posizione che il tutor assume nella comunità di apprendimento. Mentre nel ruolo di facilitatore il tutor continua a rappresentare una figura emergente, di orientamento rispetto alla conduzione delle attività formative, nel caso del moderatore egli si trova ad essere quasi sullo stesso piano degli altri partecipanti al corso. La centralità del suo ruolo dipenderà dal tipo di didattica attivata nel corso: tanto più essa sarà di stampo collaborativo, tanto più ridotta sarà la funzione del moderatore. Viceversa nel caso in cui il modello formativo adottato sia centrato sulla personalizzazione dell’intervento tanto maggiore sarà il contributo che il tutor sarà chiamato a fornire. Nel primo caso il tutor si occuperà di gestire il “ritmo” del corso, di mantenere alto il livello delle discussioni, ma non tenderà a modificare le strategie di interazione mirate alla produzione di sapere.
Nella realtà lavorativa le figure professionali sopra descritte possono non presentarsi in modo così netto e distinto, ma è possibile, anche per motivi di budget, imbattersi in un unico responsabile che riassume in sé le diverse competenze e funzioni.
La lezione si è chiusa con la presentazione delle “E-tivities” o, secondo la definizione, “attività online per l'apprendimento attivo ed interattivo, motivanti, impegnative e definite da uno scopo, basate sull'interazione tra studente, docente, partecipanti soprattutto mediante comunicazione testuale scritta”; la Professoressa Bruschi si è avvalsa di un documento on-line (http://www.elearningtouch.it/et/modules/risorse/risorsa.php?id=20) per meglio approfondire questo argomento e illustrare il modelo dei 5 steps della Salmon (accesso e motivazione, socializzazione online, scambio di informazioni, costruzione della conoscenza, sviluppo).
Infine la classe è stata divisa in tre gruppi e si è iniziata una esercitazione sotto forma di e-tivities che proseguirà online durante la prossima settimana e che ha come scadenza il prossimo venerdì.

17 gennaio 2007

15/01 17a giornata

L'utilità del modello scorm e la costruzione di Learning Objects

Costruire materiali didattici richiede un costo molto elevato e ciò ha portato alla necessità di inventare un modello di riferimento attraverso il quale essi possano funzionare su diverse piattaforme. SCORM è un modello per la costruzione di materiali didattici condivisibili. La stessa sigla ci chiarisce quanto detto: RM ( REFERENCE MODEL) e SCO ( SHAREBLE CONTENT OBJECT). Quando parliamo di scorm si parla di oggetti didattici di tipo web(veicolabili su internet). I materiali costruiti possono essere erogati da piattaforma (LMS). Una volta che un oggetto è scorm diventa mercato perchè tanti possono acquistarlo. All'interno dei materiali didattici in costruzione si possono stabilire dellle regole che la piattaforma esegue. Scorm non è una garanzia di qualità ma di funzionamento. Quando creiamo un corso diventiamo esperti di formazione che coordinano gli sforzi di più persone : esperti di contenuto ( ci forniscono gli oggetti), gruppo di didattica ( sanno cosa è meglio scegliere didatticamente , come è meglio erogare contenuti. quale percorso scegliere, quale colore ecc. ) gruppo tecnologie ( grafica 2D ecc.). Questi tre gruppi di base coordinati creano corsi di base che vengono messi nel LCMS (CONTENT MANAGMENT SYSTEM) e spetta alla LMS erogarli. Gli oggetti dell'esperto di contenuti vengono trasformati in oggetti didattici e poi divisi in parti. Ognuno di questi learning objects è formato da più schermate ( testo, img, video, animazione). Intorno possiamo costruire un" guscio" arancione che rappresenta un insieme di regole che definiscono come deve fruire questo oggetto ( tali informazioni sono sincrone ovvero funzionano mentre si utilizza il corso). Inoltre mettiamo un "guscio" blu che contiene metadati ovvero informazioni descrittive ( qual'è il titolo, qual'è l'autore ecc.). Il nostro oggetto provvisto di questi due gusci diventa autonomo, cioè si può utilizzare per più corsi. Il filo che unisce tutti gli oggetti è il corso. Il guscio dei metadata richiede che ci siano campi per marcare ed è stato creato LOM (LEARNING OBJECT METADATA) ideato da IEEE dove troviamo una struttura interna fatta di rami che ci riportano ad altri sottorami. Nel guscio arancione troviamo descrittori simili (RTE). Sorge una riflessione : se bisogna scrivere tutti i campi per ogni oggetto che creo il lavoro diventa complesso allora nasce APPLICATION PROFILE dove è stato utilizzato il modello scorm aggiungendo alcune parti importanti per il nostro specifico corso ovvero prendiamo i dati così come sono e li cambiamo per adattarli ala nostra situazione.
Cosa capita quando il materiale didattico viene messo all'interno di una piattaforma? Man mano che l'utente vede le cose vengono segnate sulla piattaforma ( quando ha iniziato, quanti punti ha preso in un test, quando ha finito). Ogni schermata di un singolo learning object può avere un guscio blu e uno arancione. In questo modo posso prendere pezzi di corso e costruire corsi con questi. Il corso non è più un oggetto a sè. Ora parliamo di Learning objects repositories dove esistono 3 livelli:1) Content repository, il deposito dei contenuti e se attorno aggiungo un guscio creo una 2) metadata repository, , la più importante perchè con questa si condivide la descrizione dei contenuti che viene inserita nel server del pc; 3) runtime, contiene informazioni utili per formare le persone. Si parla ancora di un livello più alto (METADATA METAREPOSITORY/LCMSc che raccoglie la metadata repsitory di più server. Per trovare diverse informazioni su scorm andare sul sito ADLNET.ORG.